L'Asl replica al Codacons: "Rimossi dal 25 febbraio i due giochi ritenuti critici"

Sulla vicenda dei videogiochi presenti nel sistema di intrattenimento di cui è dotato ogni letto dell’ospedale “San Giuseppe” di Empoli, è necessario puntualizzare alcuni elementi per meglio comprenderne il funzionamento e ricondurre la vicenda stessa su un piano oggettivo.

Innanzitutto, la dotazione di questo sistema è frutto di un appalto specifico orientato a sviluppare una gamma di servizi di tipo alberghiero che allevii le degenze.

Il servizio è di tipo full outsourcing cioè totalmente gestito dalla società che si è aggiudicata l’appalto e che ne ha curato l'avvio a partire dall'Aprile 2010.

Il servizio di intrattenimento è parte di una piattaforma di servizi multimediali, ossia un sistema assai evoluto che supporta sia l’attività clinica assistenziale che quella relazionale del paziente.

Quest’ultimo aspetto prevede un servizio telefonico, la videochiamata attraverso la rete, accesso ad internet, giochi, musica, canali tv terrestri e satellitari.

In particolare, i giochi hanno come unico scopo quello di intrattenere e non prevedono in maniera più assoluta l’utilizzo di denaro reale e, quindi, tanto meno, la possibilità di corrispondenti vincite in denaro.

L'intrattenimento su questa particolare sezione, avviene tramite accesso a video giochi interattivi scelti dal paziente tra quelli disponibili su un pacchetto di 8 giochi. L’accesso ai giochi non è, quindi, un elemento separato dagli aspetti informativi e tra i servizi attivabili costituisce un'aliquota marginale.

Infatti il software è in grado di monitorare puntualmente numero, tipologia e frequenza degli accessi al sistema e alle sue singole sezioni, ovviamente garantendo l'anonimato.

Per avere idea delle dimensioni di cui parliamo, torna utile riportare i dati medi mensili: nell'arco di un mese si hanno mediamente 7.200 accessi attraverso 1600 schede acquistate dagli utenti, in media 4,5 accessi ai servizi per scheda. Di questi accessi quasi l'85% riguarda esclusivamente i programmi televisivi accessibili tramite il digitale terrestre, poco meno del 7% sono accessi alla rete internet, il 2% riguarda altre funzioni come telefono, film, musica ed audiolibri, mentre i giochi rappresentano, con l'1%, il servizio meno utilizzato, essendo presente su molti altri dispositivi elettronici e smartphone.

Rapportando gli accessi ai pazienti presenti, risulta che quotidianamente poco meno del 20% dei ricoverati ha accesso ai servizi, pertanto, considerando circa 1.300 ricoveri mensili medi, si può stimare con ragionevole certezza che la probabilità di accesso alla sezioni giochi, costituita come già detto da 8 videogiochi di cui soltanto due ritenuti “critici”, riguardi poco più di 2 pazienti al mese.

Si evidenzia, inoltre, come l'azienda, nei quasi cinque anni di durata del servizio, non abbia mai ricevuto alcun reclamo da parte dei pazienti.

Pur di fronte alla esiguità numerica del fenomeno, per il quale si ribadisce, peraltro, non risultano reclami in ormai cinque anni di durata del servizio, l'Azienda ha ritenuto di dover accrescere la prudenza e la tutela nei confronti di qualsiasi rischio, condividendo la sensibilità di chi ne ha segnalato la presenza. Pertanto, l'Asl 11 si è attivata affinché fossero disinstallati immediatamente i giochi a rischio e così, a partire già dal 25 febbraio scorso, il gestore del servizio ha rimosso i due programmi.

Fonte: Azienda USL 11 Empoli - Ufficio Stampa

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