Festa della donna, un incontro su lavoro e welfare al tempo della crisi

I numeri, per l’Italia, rimangono quelli che parcheggiano il nostro paese ben al di sotto dell’obiettivo fissato per il 2020 dalla comunità europea, il 75 per cento del tasso di occupazione femminile rispetto a quello degli uomini. La Toscana, in questo quadro, è migliore rispetto alla media nazionale – ha il 56.4% a fronte del 47.7%  - ma è comunque lontana dagli obiettivi comunitari.  E’ il quadro che fa da sfondo agli interventi che si susseguono nell’Auditorium del Consiglio regionale, dove si discute di “Donne, lavoro,welfare in tempo di crisi” con Chiara Saraceno (honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Moncalieri)  e Franca Alacevich (docente di sociologia del lavoro alla Cesare Alfieri, direttore del dipartimento di Scienze politiche e sociali).  Coordina Vittoria Franco.

Daniela Lastri, dell’Ufficio di Presidenza, e Rossella Pettinati, Presidente Commissione regionale pari opportunità aprono i lavori  dell’appuntamento che guarda alla Giornata internazionale della donna (8 marzo).

Ad introdurre la discussione è la riflessione sui dati tracciati da Istat nel 2014. Negli anni della crisi l’Italia ha registrato l’aggravarsi della già difficile partecipazione al mercato del lavoro: accanto alla bassa occupazione delle donne, ora c’è anche la caduta del tasso di occupazione maschile. Per uno standard “minimo” di pari opportunità e benessere, l’accesso diffuso a servizi di qualità diventa uno degli strumenti fondamentali di redistribuzione e di superamento delle disuguaglianze (Istat).

“Con l'iniziativa di oggi – dichiara Daniela Lastri - vogliamo affrontare uno dei nodi principali della crescita e del difficile sviluppo del nostro Paese. La disoccupazione femminile anche in Toscana ha raggiunto percentuali e numeri significativi”, che la consigliera elenca: sono 92.000 le donne disoccupate e rappresentano l'11,7% della popolazione, in crescita dal 2010 quando erano 68.000 e rapprentavano il 9,5% del totale. “Senza aggredire questa tendenza – continua la consigliera - con provvedimenti specifici è pressochè impossibile dare risposte adeguate ai bisogni crescenti delle donne toscane.

Come è oramai dimostrato, prosegue Lastri, un maggior numero di donne al lavoro contribuirebbe a creare le condizioni di un circolo virtuoso tipico delle società a sviluppo avanzato, “dove un alto coinvolgimento delle donne nelle attività produttive e degli uomini nelle attività domestiche e di cura, insieme ad una facile accessibilità ai servizi  per l'infanzia, autano a sostenere la fecondità attorno al livello di sostituzione. Purtroppo - conclude la consigliera -  la politica economica non va in questa direzione e confida ancora troppo in un welfare familista che è sostanzialmente sulle spalle delle donne”.

Anche Pettinati punta lo sguardo sulla Toscana, legge il rapporto Irpet 2014, appena presentato, poi si sofferma sul quadro nazionale: “L’auspicio di tutti è, ovviamente che i recenti provvedimenti in materia di lavoro possano portare a risultati positivi. Abbiamo pensato a questo tema per l’8 marzo 2015, anche per approfondire – in ottica di genere – il portato di questi provvedimenti”.

La preoccupazione principale, continua Pettinati è che, “ancora una volta l’introduzione di maggiore flessibilità nel mercato del lavoro, non porterà ad un vantaggio per le donne, così come per i giovani”. “Sicuramente sappiamo che già adesso le donne sono la maggioranza dei precari, 15%  in più dei maschi” aggiunge la presidente. La possibilità di rinnovare i contratti  a termine per un maggior numero di volte “certo può anche rappresentare ulteriore occasione di lavoro ma, soprattutto per le donne,  può rappresentare una maggiore possibilità a non vedersi rinnovato il contratto in caso di gravidanza”.

Sullo sfondo, le parole della direttrice del Fondo Monetario Internazionale,  Lagarde: “L’Italia è uno dei paesi che incoraggia di meno la partecipazione delle donne al mercato del lavoro”. Eppure, continua la presidente delle Pari opportunità, “attivare politiche in grado di incentivare l’occupazione femminile avrebbe un significativo impatto sulla crescita della ricchezza”.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana

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