L'idea di Giovani Democratici e Aned: un pranzo per finanziare i viaggi della memoria nei campi di sterminio

Alessio Mantellassi e Andrea Bardini (foto gonews.it)


Alessio Mantellassi e Andrea Bardini (foto gonews.it)

Alessio Mantellassi e Andrea Bardini (foto gonews.it)

I Giovani Democratici di Empoli e l'Aned organizzano un pranzo per consentire a quante più persone possibili di partecipare al prossimo viaggio della memoria.

Un pellegrinaggio ai campi di sterminio austriaci dove l'8 marzo del 1944 vennero deportate decine di persone del nostro territorio. Per celebrare simbolicamente una data così importante per la storia degli undici comuni GD e Aned si augurano che tante persone domenica prossima siedano a tavola al circolo Arci di Ponte a Elsa, locale scelto appunto per il pranzo che costerà ai partecipanti 15 euro.

L'evento va ad inserirsi così nell'iniziativa di più ampio respiro organizzata dall'Unione dei Comuni che il prossimo 6 maggio per una trasferta di cinque giorni complessivi porterà circa 160 persone tra studenti, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni locali, a visitare il castello  di Hartheim, Mauthausen, Ebensee e Gusen, tristi teatri della follia e delle persecuzioni razziali dei nazifascisti.

“E' il secondo anno consecutivo che organizziamo un evento che si prefigge di essere una raccolta fondi per allargare il ventaglio di possibilità da offrire ai giovani del posto per visitare luoghi storicamente così importanti – esordisce il segretario dei Giovani Democratici Alessio Mantellassi – Speriamo di poter ricavare almeno 400 – 450 euro così da poter garantire il viaggio in autobus ad un altro studente del nostro territorio, desideroso di salire su uno dei tre pullman dell'Unione per condividere con altri ragazzi un'esperienza molto intima e toccante”.

Anche il presidente di Aned Empolese Valdelsa Andrea Bardini ribadisce l'importanza di manifestazioni di questo tipo. “Dare la possibilità anche a una sola persona in più di recarsi nei campi di sterminio è un bene per l'intera comunità. Purtroppo – prosegue Bardini – Nessun deportato delle nostre zone è ancora in vita, quindi è sempre più fondamentale visitare di persona i campi di concentramento perché dimenticare non si può, non si deve”.

Gianni Capuano

Notizie correlate



Tutte le notizie di Empoli

<< Indietro

torna a inizio pagina