
Il 2014 non è stato l’anno della ripresa ma qualcosa ha iniziato a muoversi sul fronte delle imprese. Ancora troppo alta però la tassazione che frena la crescita del tessuto aziendale. Dopo due anni di chiusure in rosso il mondo imprenditoriale pistoiese registra un timido segnale positivo: è di 95 il saldo fra le imprese nate e quelle cessate nel 2014 nella provincia, pari ad una natimortalità di +0,3% rispetto al 2013.
Resta però critica la situazione del commercio – primo settore per presenza sul territorio – e del turismo che perdono rispettivamente -1,3% e -1,8%, confermando il perdurare degli effetti della crisi che negli ultimi anni ha colpito duramente il settore del terziario.
A dirlo sono i dati pubblicati dalla Camera di Commercio di Pistoia che evidenziano come lo stato attuale dell’economia italiana gravi in modo determinante sul tessuto imprenditoriale della provincia pistoiese, la quale si classifica infatti nella metà più bassa dello scenario toscano per il tasso di crescita delle imprese.
All’interno del contesto provinciale, sono le realtà di maggior rilievo a favorire l’insediamento di nuove realtà imprenditoriali, come Pistoia (la quale chiude il 2014 con un saldo fra imprese nate e cessate di +11) e Montecatini Terme (+ 57) a differenza dei piccoli comuni montani, molti dei quali hanno chiuso il 2014 con un saldo di crescita negativo (in particolare San Marcello P.se con -10 aziende rispetto al 2013 e Lamporecchio con -16). Bene invece l’area della piana soprattutto nel comune di Agliana che vanta un saldo di +21 attività rispetto all’anno precedente.
Ancora alto resta il numero delle cessazioni (1.928 in tutta la provincia contro le 2.023 nuove iscrizioni), molte delle quali avvengono entro il terzo anno di vita dell’attività, denotando la debolezza di un mercato colpito dalla costante crescita della pressione fiscale che sulle start up risulta, com’è prevedibile, colpire ancora più duramente.
Secondo uno studio Confcommercio – Cer su pressione fiscale e spesa pubblica, infatti, i livelli di tassazione hanno subito un costante aumento negli ultimi anni.
In particolare, l’insieme delle imposte sugli immobili si sono più che raddoppiate registrando un incremento del +115,4% dal 2011 al 2014: ammontano a quasi 32miliardi le tasse pagate dagli italiani nel 2014 e non si prevedono diminuzioni neanche per il 2015. Anzi, la situazione che si profila per il prossimo triennio sul fronte della tassazione preoccupa molto il tessuto imprenditoriale italiano.
Se dovessero scattare le clausole di salvaguardia presenti nella Legge di Stabilità, infatti, le imprese e le famiglie italiane si troverebbero a sostenere una spesa pari a 72 miliardi nel triennio 2016 – 2018: un’altra stangata per l’economia italiana che di certo non favorirebbe la ripresa del Paese.
“Occorre intervenire in modo deciso per fermare il continuo aumento delle imposte che frena lo sviluppo delle imprese e riduce lo slancio delle iniziative imprenditoriali. – afferma Tiziano Tempestini, direttore Confcommercio Pistoia – Basti pensare che i dati di Confcommercio – Cer parlano di una tassazione locale più che raddoppiata negli ultimi 10 anni, passata dal 2,9% al 6,5% del Pil. Cifre queste che non lasciano spazio ad una crescita né alla realizzazione di nuovi progetti.
Occorrono agevolazioni e incentivi alle start up d’impresa, strumenti indispensabili, insieme a un piano strutturato di impresa, per poter avviare aziende che riescano a rimanere sul mercato e che, quindi, possano contribuire alla ripresa dell’economia territoriale”.
Fonte: Confcommercio Pistoia
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