
Si chiama split payment ed è in vigore dal 1° gennaio scorso. Tradotto e sintetizzato, significa maggiori oneri per le aziende che lavorano con la pubblica amministrazione.
La norma introdotta dal governo nella Legge di Stabilità, prevede che l’Iva addebitata dai fornitori di beni e servizi alle pubbliche amministrazioni non venga più versata dall'ente pubblico all’impresa fornitrice ma direttamente all’erario. La conseguenza immediata è che questo provvedimento genererà, a carico delle aziende, un credito d'Iva e una perdita di liquidità, oltre a maggiori oneri burocratici per l’eventuale recupero del credito.
I maggiori oneri per le imprese sono stimati in 230 milioni di euro di cui: 155 milioni per maggiori oneri finanziari connessi al credito che si genera in capo alle imprese e che sarà rimborsato dall’Agenzia delle entrate dopo circa sei mesi dalla richiesta, 55 milioni legati alla mancata liquidità nel periodo che intercorre tra il precedente incasso dell’Iva e il suo versamento e 21 milioni di euro per oneri burocratici connessi con la pratica dell’istanza di rimborso.
“In un contesto caratterizzato da una ripresa debole – commenta Simone Balli, presidente di Confartigianato Imprese Pistoia - e dal perdurare del calo dei prestiti alle imprese (in calo tendenziale del 2,4% a novembre), lo split payment sarà un nuovo balzello a carico delle imprese fornitrici delle pubbliche amministrazioni, che saranno penalizzate nell'eventuale aggancio alla
Fonte: Confartigianato Pistoia
Notizie correlate
Tutte le notizie di Pistoia
<< Indietro





