Pit, il Cospe: "Bene il blocco del maxi emendamento, ora ci aspettiamo coerenza"

Rispetto dell’ambiente e incremento del lavoro: il presidente Rossi promette questo con la cancellazione del maxi emendamento PD che rischiava di stravolgere il piano paesaggistico della Regione Toscana, con il rischio di dare priorità agli interessi dei privati rispetto alla tutela del patrimonio naturale e paesaggistico della regione Toscana. Un colpo di spugna che in particolare toglieva  tutte le tutele per il paesaggio dalle Alpi Apuane, devastate dall'escavazione del marmo, fino alle spiagge.

"Questo dietro front del Governatore ci fa ben sperare" dichiara Giorgio Menchini, responsabile Ambiente e Territorio dell'ONG COSPE "speriamo solo che non sia un compromesso al ribasso e che l’acceso di dibattito che ha visto protagonisti l’assessora Anna Marson, la  giunta regionale e presidente Rossi (in pericoloso silenzio fino ad oggi) si concluda con l’approvazione di un PIT, come quello presentato da Marson, che aveva tutte le premesse per essere un buon piano”.

“Nell’anno dell’EXPO, a cui la nostra Regione ha aderito in modo sorprendentemente acritico – aggiunge Fabio Laurenzi presidente COSPE -,  la  politica territoriale regionale deve dare un segnale di concretezza e di coerenza: aldilà della retorica istituzionale, Expo 2015 rappresenta infatti la più chiara manifestazione di un modello di sviluppo insostenibile. Nonostante l’obiettivo di voler nutrire il pianeta, la filosofia che ha ispirato e ha dato gambe a tutta la kermesse riprende e rilancia un sistema agroalimentare incapace di rispondere alle esigenze di sovranità alimentare, di equo accesso ad un’alimentazione di qualità, di sostenibilità ambientale davanti alle grandi crisi ecologiche del nostro tempo. Con la decisione di Rossi e la revisione finale del Piano paesaggistico- conclude Laurenzi - "speriamo dunque che la Regione Toscana metta in campo una politica reale e concreta di sostegno a  un’agricoltura sostenibile, alle comunità locali e solidali, alla filiera corta e a una tipicità fatta di reale sostenibilità e giustizia sociale e non ceda alle lusinghe delle grandi imprese e dei Consorzi”.

Fonte: Ufficio Stampa

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