
"Una storia costellata da fallimenti, anche se giunta finalmente a un giusto epilogo". Così hanno commentato Roberto Ferraro e Raffaele Latrofa, coordinatori di Nuovo Centrodestra, al riguardo dell'inaugurazione dello scorso sabato sulla cassa di espansione del bacino di Roffia. "La solita campagna elettorale del presidente Rossi che viene a inaugurare solo ciò che fa più comodo - ha commentato Latrofa -, venga piuttosto a parlare della questione aeroporti o del buco dell'ospedale di Massa".
La conferenza stampa si è tenuta nella sede di Ncd San Miniato in via Ser Ridolfo. All'incontro erano presenti anche Andrea Matteoli e Loredana Fardello, coordinatori provinciali del partito. "Diamo giustizia alla storia, non alla versione che ne danno i vincenti", ha commentato Ferraro.
La storia del bacino di Roffia - In precedenza a Roffia non vi era una cassa di esondazione, ma una cava. Nel 1969 il prefetto dà l'autorizzazione a un privato a creare una cava di rena. Rinnovata 10 anni dopo, nel 1980, seguendo una legge regionale sul recupero delle cave inutilizzate, si pensa ad un riutilizzo dell'area. Nasce il bacino: si provvede all'ampliamento degli scavi per dare forma a uno specchio d'acqua abbastanza lungo da consentire le gare internazionali. Nel 1987 si tiene addirittura una giornata di studio dal titolo "Da problema ambientale a risorsa". Nel 1991 viene approvato finalmente il progetto, nel 1996 si crea una convenzione con La Draga Borgioli, privato che deteneva una parte del terreno.
I fallimenti - Da qui iniziano i procedimenti 'fallimentari', secondo l'avviso di Ferraro. L'esproprio dell'area privata viene decretato dal Consiglio comunale nel settembre del 2007 per il progetto della cassa di espansione. A dicembre dello stesso anno il privato fa ricorso al tribunale speciale delle acque pubbliche. Si chiedono 30 milioni di lire di risarcimento, 15 per il 'danno emergente' e 15 per i mancati guadagni. L'esproprio viene dichiarato nullo.
Ritornando indietro di qualche anno, Ferraro ricorda come nel 2004 il piano strutturale definisse Roffia un grande progetto: la cittadella dello sport, che avrebbe avuto fama internazionale. In realtà si sono spesi soldi a vuoto: un miliardo di lire per la casa dello sport, che avrebbe avuto la funzione di accogliere canoe e stampa all'arrivo delle gare. Era già predisposto l'ascensore e la caldaia al suo interno. Sono stati spesi per il suo rifacimento altri 500mila euro dopo che vandalismi e abbandono avevano messo in condizioni precarie il fabbricato. Un altra perdita di denaro avviene nel 2012, quando il progetto di finanziamento subisce un taglio di un milione di euro (ne erano previsti tre) per il mancato rispetto del termine dei lavori.
Le esondazioni - Con le due inondazioni degli ultimi tempi, la più recente quella del 31 gennaio 2014, "è stato un caso se non ci sono stati morti", secondo Ferraro. "Secondo il nostro sindaco e il presidente Rossi, va tutto bene. Anche noi approviamo il progetto finale, ma non ci scordiamo che ci sono delle responsabilità grandi sui fallimenti avuti finora", conclude Ferraro. "Sono stati fatti dei sacrifici e finalmente i samminiatesi ne sono usciti. Ma quello di sabato scorso è l'ennesimo passaggio elettorale del presidente Rossi", commenta Latrofa. "I lavori in somma urgenza, anche se è da oltre vent'anni che esiste l'urgenza in questa zona a rischio idrogeologico, sono stati finalizzati guarda caso a essere conclusi in primavera proprio in periodo di campagna elettorale. Abituatevi a queste inaugurazioni, perché vedrete persone che mai si sono affacciate in città ma adesso molto interessati alle questioni locali".
La linea di Ncd - "Da un mese è stato eletto il coordinamento provinciale di Nuovo Centro Destra - ha commentato Latrofa affrontando il tema prettamente politico della questione -. Consiglieri comunali e non eletti con orgoglio stanno facendo un lavoro molto accurato e scrupoloso, 10 volte più grande di quello di molti altri consiglieri. Staremo attinenti ai fatti, studieremo bene le pratiche e daremo la nostra opinione senza pregiudizi ideologici".
- (foto gonews.it)
- Raffaele Latrofa (foto gonews.it)
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- Roberto Ferraro (foto gonews.it)
Elia Billero
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