
Giovanni Donzelli, consigliere regionale per Fratelli d'Italia e candidato per le prossime elezioni a Palazzo Strozzi, si è recato oggi. lunedì 23 febbraio, a San Miniato dai migranti ospitati dal Comune. La polemica riguarda il loro addio al progetto di volontariato per tenere i migranti occupati nella pulizia delle strade in cambio dell'ospitalità. La risposta degli ospiti sembra essere la mancanza di abbigliamento invernale. Sulla vicenda poco chiara Donzelli ha promesso il suo ritorno nella città della Rocca.
La premessa - Ai migranti ospitati dal Comune di San Miniato è stata offerta l'opportunità di svolgere un'attività mattutina di quattro ore in cambio di vitto, alloggio, cure mediche e vestiario che veniva loro fornito. Il progetto è stato approvato a settembre 2014. Dai sette che erano se ne sono aggiunti altri otto negli scorsi giorni. gonews.it li aveva intervistati poco tempo fa, quando ancora erano in servizio. Dagli inizi di gennaio 2015 le attività sono state sospese. Le voci che giravano riguardavano delle presunte richieste dei migranti stessi per avere una paga derivante dalla loro occupazione.
La visita di Donzelli - Il consigliere regionale, aiutato da alcuni collaboratori e da un traduttore per il francese (alcuni invece parlavano solo inglese), ha voluto spiegare la situazione ai diretti interessati nella ex Asl di piazza XX Settembre. Sette di loro erano presenti, gli altri erano ancora a dormire.
"Sapete che per voi noi cittadini spendiamo 1.000 euro al mese, e che con la crisi economica che abbiamo in Italia molti italiani non si rifiuterebbero affatto di lavorare anche per questa cifra?", ha chiesto Donzelli. La situazione era molto complessa: diverse sono state le versioni dei migranti, prima sulle date di arrivo dei migranti, poi sulla loro volontà a proseguire il progetto.
"Senza giacca non possiamo lavorare" - La risposta principale data dagli ospiti è stata quella della mancanza di abbigliamento adatto alla stagione invernale, oltre agli strumenti di lavoro adatti. Le scope di saggina riposte nell'atrio erano consumate dal lavoro svolto, e secondo loro non erano più adatte per lavorare. Tra di loro comunque c'è chi è da 7 mesi che non ha mai lavorato: il servizio di volontariato era a turnazione, ma da gennaio il progetto è fermo.
I migranti sono rimasti sorpresi quando Donzelli ha spiegato che circa 30 euro a testa vengono pagati dallo stato per il loro mantenimento. Considerando che solo 2,5o euro vengono dati a loro per sigarette o altri vizi, ad alcuni di loro sono partite delle risate.
"L'alibi è stato tolto, adesso tocca al Comune e alla Misericordia" - Donzelli, una volta terminato il colloquio, ha chiamato il coordinatore della Misericordia di Empoli Fabrizio Sestini. Il quale ha risposto che "ogni richiesta del Comune è stata esaudita". Le rivendicazioni del mancato materiale infondato sembra che si siano perse nelle comunicazioni tra ospiti, Comune e Misericordia.
"Se la motivazione è quella dell'abbigliamento, è giusto che, per le cifre che lo stato paga, siano messi nelle condizioni per lavorare. La palla passa al Comune e alla Misericordia. A breve ritorneremo e chiederemo quali passi avanti sono stati fatti".
- (foto gonews.it)
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- Giovanni Donzelli (foto gonews.it)
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- La ex sede della Asl in piazza XX Settembre
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Elia Billero
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