
Di fronte a un'aula gremita questa mattina a palazzo Bastogi (via Cavour 18) si sono succeduti gli interventi degli oltre dieci relatori presenti al convegno sulla Giustizia tributaria intitolato “Efficienza organizzazione ed amministrazione della giustizia tributaria”, fortemente voluto dal consigliere regionale Nicola Nascosti che ha fatto gli onori di casa con i saluti iniziali.
Molto seguiti gli interventi dei due sottosegretari, alla Giustizia Cosimo Maria Ferri e agli Interni Domenico Manzione. Entrambi hanno parlato di informatizzazione e snellimento delle pratiche, affinché il cittadino e lo Stato possano arrivare a una soluzione veloce del contenzioso.
Presente anche il direttore generale della Banca di Cambiano - tra gli organizzatori del convegno - Francesco Bosio, il quale ha argomentato riguardo alla necessità "di una politica tributaria ispirata a criteri di giustizia e quindi una politica della Cassazione che sia meno pesante e che magari possa essere una leva per la ripresa anche per l'economia del nostro territorio e del paese e una più equa ripartizione del carico tributario a seconda delle capacità contributive. Non ultimo, inoltre, ritornando alla gestione del contenzioso in materia tributaria - ha aggiunto - è auspicabile che si possa arrivare a uno snellimento, a una maggiore efficienza, sia con una politica tributaria più giusta, sia con più efficienza del sistema tributario. Indubbiamente - conclude Bosio - si dovrà porre in atto una leva che è sicuramente determinante per la ripresa economica per l'attrazione anche di investitori nazionali ed esteri".
Il presidente della Commissione Tributaria Regionale Toscana e presidente Sezione Tributaria Corte Suprema di Cassazione dott. Mario Cicala ha spiegato così la questione Commissioni tributarie. "Partiamo col giudizio di merito: Commissioni tributarie provinciali e commissioni tributarie regionali: c'è una discreta celerità anche perché è un processo molto sommario.
Io credo che il sistema potrebbe migliorare con un certo numero, non altissimo, di magistrati a tempo pieno, che si dedicassero a questa attività. Una attività che un tempo forse era più semplice, oggi è diventata estremamente più complessa. Ci sono grossi problemi organizzativi che io vedo come presidente della regionale Toscana, problemi di coordinamento tra le varie sezioni, di decidere in modo uniforme più possibile. Questo è il lavoro per uno o due magistrati a tempo pieno. Penso che questo sarebbe la cosa che potrebbe rendere più efficiente ed efficace questo giudizio di merito che tra l'altro è diventato importantissimo perché si è ridotto il controllo della Cassazione".
E proprio in tema di Cassazione e tempi lunghi aggiunge: "Il problema più drammatico è il problema della Cassazione. C'è un flusso di ricorsi: circa 12-13mila l'anno. È difficile prevedere che diminuiscano almeno in questa situazione. Anche la sanzione del raddoppio del contribuito che colpisce il contribuente che perde il ricorso per Cassazione non ha ridotto i ricorsi. Riponiamo speranze in questo "Ufficio spoglio" che dovrà essere creato presso ogni sezione, soprattutto nel fatto che in questo "ufficio spoglio" ci saranno 6/7 giudici di tribunale in funzione di assistente del giudice per aiutarci ad organizzare il ruolo e a studiare le cause.
Però io direi che separando il problema, per il merito è possibile un miglioramento e già c'è una situazione, almeno in Toscana, di tempi ragionevoli per quello che è il sistema italiano. Il nodo della Cassazione è un effetto di situazioni generali che non è possibile eliminare, certo si può ridurre il ruolo della Cassazione, o ridurlo come fanno nei paesi stranieri, dove il ricorso per cassazione non è un diritto e il giudice guarda se quella causa la vuole fare o meno. Qua in Italia non è concepibile o auspicabile.
Per fare riforme radicali che trasformassero la durata del processo di Cassazione di un anno, bisognerebbe pensare a delle modifiche, come ad esempio invece di 30 giudici avere 100 magistrati che fanno Cassazione, col risultato poi però, di aumentare le discrepanze, perché non è che in Cassazione le pronunce sono tutte uniformi - conclude Cicala - abbiamo sensibilità diverse e modi di pensare diversi. Non è prevedibile o imminente un aumento di organico di questo tipo. Diciamo che in Cassazione qualche rimedio si può trovare, si troverà, lo spero.
Ho assunto in prima persona la gestione dell'ufficio spoglio della Quinta proprio perché ne avverto l'importanza, e qualche vantaggio deriverà dal fatto che il legislatore ha modificato il ricorso per cassazione riducendo l'intervento di cassazione sulla questione di fatto, anche se questo ha un prezzo in termine di minore uniformità, e sarà quel che ha deciso il giudice di appello ad essere definitivo, e siccome tra i giudici di appello ci sono ancora più divisioni che in Cassazione, ci saranno sentenze diverse".
Tra gli altri intervenenti quelli di Antonio Pascarella della scuola di Forze Armate, dell'onorevole Nicandro Marinacci e Laura Paola De Crinito, vice presidente C.N.P.T.C.T che ha svolto la relazione d'apertura.
L'intervento del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri ha visto al centro il “Futuro della Giustizia Tributaria” e del lavoro che si sta facendo al Governo in questo momento. Ha ricordato l'impegno che si sta rivolgendo a uno snellimento dal punto di vista amministrativo. Ma ha ricordato anche la mole enorme di lavoro dovuta al contenzioso, e quanto una "legislazione più chiara può anche prevenire il contenzioso. Perché noi oggi abbiamo anche da gestire non solo per quanto riguarda il processo civile, ma anche per la giustizia tributaria una mole di contenzioso. Bisogna perciò lavorare sulla mediazione conciliativa, ma una conciliazione che oggi così come è impostata non deve essere una conciliazione che parta necessariamente da una ammissione di colpa, prendere o lasciare, ma una conciliazione in vista più di mediazione e quindi di impostazione diversa e con delle garanzie diverse".
L'onorevole Giuseppe Berretta della II commissione Giustizia ha parlato riguardo agli interventi nell'ultima finanziaria a favore delle calamità naturali.
Il presidente del Consiglio della Giustizia Tributaria Mario Cavallaro ha svolto una “Analisi dell'ultimo anno della giustizia tributaria”.
Il sottosegretario Manzione ha invece risposto sulla questione sui processi tributari lunghi. Come ovviare a questo problema.
"Se si guarda al processo tributario - spiega - la delega contiene due direttive. La prima è quella di cercare di evitarlo il più possibile attraverso due meccanismi conciliativi anche interni al processo che consentano in qualche maniera di chiudere il contenzioso.
È inutile che lo Stato arrivi a vantare dei crediti che in realtà non riscuote se il contenzioso dura, come dice la relazione del presidente di commissione di giustizia tributaria, di media 8 anni per arrivare a sentenza definitiva. È questo non è un bene né per lo stato né per il contribuente. La delega fissa due punti fondamentali: quella di valorizzare l'aspetto conciliativo e indica una serie di criteri, idonei secondo la delega a rendere più funzionale il processo tributario. Non incide radicalmente sul sistema, non fa quindi una scelta di fondo sulle risorse, sui mezzi che continuano a fare capo al Mef che è uno delle due parti contendenti.
Tra questi criteri, quelli maggiormente significativi sono quelli di dare impulso all'aspetto telematico del processo in modo da snellire il più possibile, una più accurata distribuzione delle commissioni sul territorio, e questo dovrà necessariamente fare i conti con la carenza di organico: c'è circa il 26% di scopertura, non so andranno fatti nuovi concorsi e via dicendo, e una serie di altri principi, alcuni anche molto significativi, per esempio, immediata esecutività della sentenza di primo grado, in maniera che il tempo ulteriore, rispetto al primo grado, che è quello che sembra messo meglio rispetto alla giustizia tributaria, possa produrre comunque immediatamente degli effetti. Quindi tutta una sere di criteri che dovrebbero rendere più funzionale il processo tributario. Queste sono le due grandi scelte che fa la delega - conclude - il testo è affidato alla commissione Gallo, vediamo quando sarà prodotto".
Fabio Benincasa, professore di Diritto processuale Tributario presso la Seconda Università degli studi di Napoli, ha spiegato riguardo alle criticità organizzative e procedimentali del processo tributario.
La riforma del contenzioso tributario tra definizione della capacità contributiva e tutela del diritto alla difesa è stato al centro dell'intervento del direttore di Giustizia Tributaria Mef Fiorenzo Sirianni.
Infine, Daniela Volpato, segretario generale aggiunto Cisl Fp, ha affrontato la questione del Sindacato all'interno del Mef.
Il coordinamento del comitato scientifico è stato affidato all'avvocato Carlo Eugenio Casini.
Il convegno era valido ai fini dei crediti formativi per Dottori e Ragionieri commercialisti, avvocati, e consulenti del lavoro.
- Il convegno sulla giudizia tributaria
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Fonte: Ufficio Stampa
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