
Il bando della Prefettura per l’accoglienza di circa 250 profughi a Prato e nella sua provincia sono l’ennesimo esempio di come le istituzioni, da Bruxelles in giù, non percepiscano il livello di scoramento e rabbia che c’è nel popolo italiano.
Prato, molto più di altre città anche vicine, è satura: di profughi, di disoccupati, di persone borderline, di potenziali terroristi, di manovalanza – a volte forzata – per attività malavitose. La città non è più in grado di ricevere stranieri, profughi veri o meno che siano, non ne può letteralmente più. Se da un lato l’accoglienza ha finalità moralmente apprezzabili, dall’altro frustra sempre più i pratesi, soprattutto quelli in difficoltà per la mancanza di un lavoro e ai quali nessuno dà 34 euro al giorno come forma di aiuto. Renzi sta concedendo 1000 euro al mese a ogni clandestino, quando disabili, cassintegrati e pensionati faticano ad ottenere la metà dallo Stato.
Basta, la misura è colma e non siamo solo noi della Lega Nord a dirlo, ormai è un sentimento diffuso anche in strati sociali ritenuti più “tolleranti” di noi: non è più logicamente comprensibile un investimento di oltre due milioni di euro per un problema che diventa sempre più grande. Almeno se i soldi spesi finora fossero serviti a riportare la pace nei paesi dei profughi, a disarmare i ribelli, a dare istruzione e identità civica alle popolazioni, a formare classi politiche democratiche, a sfamare chi resta in patria.
No, sono serviti solo a ingrassare certe associazioni (vedi Roma con profughi e rom), a oliare certi meccanismi, a far girare certe ruote: che siano somali, ruandesi, etiopi, siriani, afgani… da che mondo è mondo esistono i profughi, salvo scoprire che poi tanto diritto allo status non ce l’hanno, se è vero che solo il 4% dei clandestini che arrivano sulle nostre coste sono realmente rifugiati politici o vittime di persecuzioni. Tra gli altri, e lo si scopre ora dopo che noi lo diciamo da anni, possono nascondersi delinquenti e, peggio ancora, terroristi.
Nuovi combattenti islamici si stanno diffondendo nel nostro paese grazie a questa immigrazione incontrollata; imparano a fabbricare esplosivi e , in futuro, potrebbero compiere atti terroristici.
La Prefettura deve avere il coraggio di rinunciare a quei soldi, di dire no a chi propone l’accoglienza su questo territorio perché compito del Prefetto è anche rappresentare le necessità del territorio sul quale ha giurisdizione, prima ancora che mettere in atto azioni che devono “tutelare” altri. Il Prefetto deve dire “no”, il sindaco di Prato e quelli della provincia devono dire “no grazie, abbiamo già dato” . O almeno provare a farlo: questo è quello che ci aspettiamo da chi deve tutelarci. Ma chi deve tutelarci? Un governo ipocrita che ha scelto deliberatamente di non equiparare gli italiani agli stranieri creando enormi disparità e generando gravi tensioni sociali.
Patrizia Ovattoni
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