
E’ un sistema mai partito ma che continua a dare problemi alle imprese toscane e non solo quello del Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Nonostante le proroghe e i rinvii, infatti, alle aziende il 31 gennaio è arrivata la comunicazione del pagamento riferito al 2014.
“Le nostre associate – ha detto a gonews.it Elisabetta Amato della Cna di Firenze – sono molto risentite per questo ulteriore pagamento che dovranno versare per un sistema che oltretutto non funziona”.
“A novembre – continua la funzionaria Cna – avevamo avuto anche un incontro con il ministro Galletti che ci aveva rassicurato dicendo che il sistema era in ristrutturazione e che entro giugno 2015 ci sarebbe stata una gara per affidare il servizio rinnovato. Intanto però è arrivato ancora da pagare”.
Il sistema di tracciabilità dei rifiuti è infatti un obbligo comunitario, dal quale non si può prescindere. Il Sistema, secondo la descrizione che si ritrova sul sito del ministero dovrebbe semplificare “le procedure e gli adempimenti riducendo i costi sostenuti dalle imprese” e gestire “in modo innovativo ed efficiente un processo complesso e variegato con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità”.
Le cifre che le aziende devono pagare vanno dai 180 euro, fino alle diverse migliaia di euro per le azienda di trasporto di rifiuti più strutturate. Solo nel fiorentino le imprese, socie di Cna, interessate sono circa 250.
“Nel 2010 erano circa 1.100 aziende, poi i parametri del Sistri si sono ristretti e anche la crisi ha contribuito a diminuire questo numero. Come Cna stiamo facendo battaglia da anni e siamo pronti a re-intervenire se arriveranno ancora pagamenti al 30 aprile 2015. Sarebbe assurdo, infatti, continuare ancora a pagare per un servizio che non funziona e che sta creando solo problemi”.
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