Il comitato #noMoschea contro i Cobas: "Pensino a salvaguardare i lavoratori"

Luca Cuccu

Leggiamo che i Cobas invitano la provincia a non concedere la sala del Consiglio Provinciale al Comitato #noMoschea per l’iniziativa di domani. Ci chiediamo se i Cobas vivano sulla terra o su Marte. Ma questo sindacato si è accorto che la disoccupazione in Italia è vicina al 13%? I Cobas sanno che quasi un giovane su due non ha lavoro e che molte categorie non hanno diritti? Ce lo chiediamo perché ci sembra impossibile che un sindacato di fronte ad uno scenario come quello italiano pensi alla nostra iniziativa sulla Moschea e non alla questione lavorativa. Pensino a tutelare i diritti dei lavoratori se ancora si ricordano come si fa.

Secondo i Cobas la provincia avrebbe dovuto negarci l’utilizzo della sala impedendo così a noi di esercitare il nostro diritto di esprimere le nostre idee. Curioso che contestino a noi di negare il diritto ai musulmani di pregare quando loro ci proibirebbero anche di parlare. Se invece di vivere chiusi nei centri sociali avessero partecipato a qualche nostra riunioni, avrebbero capito che noi abbiamo chiesto una consultazione popolare(per adesso ignorata dal Comune) e non abbiamo aperto la caccia al musulmano. Al contrario proporremo regole perché senza di esse non possono esistere dialogo e convivenza.

Ma c’è una cosa che lascia veramente perplessi. Il sindacato di sinistra scrive che noi non avremmo imparato nulla dalla lezione francese. Cosa avremmo dovuto imparare? L’autocensura per la paura di attacchi terroristici? No grazie, noi siamo persone libere e abbiamo la volontà di rimanerlo quindi continueremo a dire serenamente quello che pensiamo. 

Gli unici  intolleranti che vediamo in città sono tutte quelle associazione come i Cobas che vorrebbero metterci il bavaglio perché non siamo allineati al pensiero unico, il loro.

 

 

Luca Cuccu

Presidente Comitato #noMoschea

 

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