
Questo pomeriggio nel Salone de’ Dugento a Palazzo Vecchio l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, ha consegnato al sindaco Dario Nardella, alla giunta, ai consiglieri comunali e ai presidenti di Quartiere il messaggio dal titolo ‘Non più schiavi, ma fratelli’, scritto da Papa Francesco per celebrare la 48 esima Giornata mondiale della pace.
“Ringrazio il cardinale Betori per l’incontro con il Consiglio comunale - ha detto il sindaco Nardella -, che coincide con la consegna alla città del tradizionale messaggio di pace di Papa Francesco, e la visita pastorale che ha deciso di avviare nel territorio. Una visita che mette al centro il territorio e la conoscenza, se vogliamo la conoscenza del territorio poiché è nel territorio che germogliano, si sviluppano e si evolvono i modelli di convivenza sociale”.
“È nel territorio che la società affonda le radici, trova senso e dei modelli di convivenza - ha continuato il sindaco -. Al cardinale rivolgo dunque un grande affettuoso saluto e un apprezzamento per questo lavoro paziente, spesso anche silenzioso ma vitale nei nostri territori perché è un lavoro di semina; e oggi il cardinale porta un seme di discussione e confronto nel nostro consesso, la più importante sede civile e istituzionale della città”.
Questo l’intervento del capogruppo PD Angelo Bassi a nome del gruppo consiliare
“Eminenza, a nome del Gruppo Consiliare del Partito Democratico sono lieto di salutarla e ringraziarla per essere oggi qui tra noi, per le parole che ha pronunciato, per questo incontro che giunge al termine della Sua Visita Pastorale e all’inizio del nuovo anno.
Un anno importante, la Celebrazione a distanza di 150 di Firenze Capitale d’Italia, e che vedrà il prossimo Novembre la visita di Papa Francesco nella nostra città. Abbiamo ben presenti gli alti concetti espressi da Papa Francesco nel “Messaggio per la celebrazione della 48° giornata mondiale della pace”, dal titolo “NON PIU’ SCHIAVI, MA FRATELLI”.
L’invito, lì contenuto, a tutti gli uomini di buona volontà per la promozione della concordia e della pace nel mondo, il rispetto della dignità, libertà e autonomia di ogni essere umano. Il rifiuto delle molteplici forme, antiche e moderne, della schiavitù, della istituzionalizzazione delle diseguaglianze, della povertà; il dramma della mancanza del lavoro e la necessità di globalizzare la solidarietà e la fraternità. Non ci devono essere”scarti umani”, ma uomini e donne che possono vivere la pienezza della vita.
Insieme all’orgoglio di governare questa splendida città che nel corso della sua storia può vantare tante belle pagine e personalità, noi sentiamo forte anche la responsabilità di corrispondere ai tanti impegnativi e condivisibili contenuti di quel messaggio.
Firenze città aperta, accogliente, solidale, inclusiva e rispettosa delle culture e delle religioni e capace di rispondere con la sua cultura ai fondamentalismi, alla violenza della morte e del terrorismo culturale, come ha saputo fare nei drammatici giorni degli attentati di Parigi.
Firenze città che si rinnova, nelle sue istituzioni, con la nascita della Città Metropolitana, per meglio governare scelte e soluzioni che richiedono più vasti ambiti non solo per affrontare i problemi, ma per far crescere la necessaria condivisione e partecipazione delle comunità e dei cittadini.
Firenze che guarda al futuro, mettendo al centro la persona e un nuovo patto tra generazioni che richiede generosità e rispetto per l’ambiente, il territorio, la vita dei cittadini, la cultura.Sviluppare nuove opportunità di crescita sociale e culturale, nuovi e virtuosi stili di vita e di uso della città.
Ed il lavoro che, come recita il primo articolo della nostra Costituzione, costituisce il fondamento della Repubblica ed è la base essenziale della dignità di ogni uomo, per la sua dimensione relazionale, creativa ed umana.
Siamo convinti che solo facendo prevalere il valore della dimensione del lavoro su quella finanziaria dell’economia potremo affrontare positivamente il grande tema della ripresa del nostro Paese.
Eminenza, Firenze è in cammino. Dal nostro passato cercheremo di far tesoro delle pagine e delle esperienze più lungimiranti e coraggiose. Oggi abbiamo il compito di saper bene interpretare questo nostro presente, pieno di tante contraddizioni e pure potenzialmente carico di tante speranze. Cercheremo di essere all’altezza, con l’umiltà e la determinazione necessaria”.
Questo l’intervento in consiglio comunale del consigliere Mario Razzanelli
“Il primo dovere di un politico oggi in Italia è adoperarsi per trovare soluzioni alla crisi economica che ha creato e crea enormi difficoltà alle famiglie. Lo Stato deve rimettere nelle buste paga i soldi che trattiene per non offrire, in cambio, servizi adeguati: la pressione fiscale è ormai insostenibile, e solo allentandola e restituendo liquidità ai lavoratori il nostro Paese può rialzarsi e cominciare a competere con i paesi più avanzati del mondo.
Mi rivolgo a lei, cardinale Betori, consapevole che questa è anche una delle principali preoccupazioni del Santo Padre riguardo al popolo italiano. Auspichiamo che la Chiesa faccia tutto quanto in suo potere per influenzare in questo senso la politica.
Ci sono alcuni gesti concreti che la politica può compiere da subito: pensiamo ad esempio alla proposta di legge per defiscalizzare le buste paga delle coppie con due o più figli come in Francia ed in Germania. Si tratta di almeno 5000 euro all’anno rispetto ai 1000 euro di assegni familiari in Italia. Il nostro governo ha il dovere di tutelare innanzitutto le famiglie, pilastro della nostra società e speranza per il nostro futuro. Stiamo preparando una proposta di legge di iniziativa popolare su questo tema, che consenta alle coppie che lo desiderano di mantenere più figli.
Ma nel nostro mondo globalizzato non possiamo permetterci di guardare solo all’orto di casa nostra; altre sfide epocali ci attendono, e oggi la più cruciale è rappresentata per tutto l’Occidente dalla minaccia terroristica dell’Isis. Siamo ormai nei fatti di fronte a uno scontro di civiltà. L’Islam integralista, quella parte consistente dell’Islam che legge il Corano in modo radicale, che applica la Sharia, che mira all’eliminazione di ogni altra lettura cosiddetta “moderata”, ha dichiarato guerra contro l’Occidente cristiano: le distruzioni delle chiese e la strage di cristiani perpetrata in nome di del Corano alle quali assistiamo quasi quotidianamente. L’Islam non ha una confessione univoca e universalmente riconosciuta. Sottovalutare questo o peggio non riconoscerlo, affermando che gli integralisti non sono musulmani ci espone ad un oggettivo pericolo per noi ma ancor più per i nostri figli ed i figli dei nostri figli. Mi ritornano in mente le parole profetiche del Cardinale Biffi negli anni novanta, derise dai più nel nome della lotta al razzismo.
Non possiamo fare come gli struzzi e nascondere la testa nella sabbia sperando che il problema si risolva da solo, ed i primi interessati ad eliminare concretamente questo pericolo dovrebbero essere proprio i musulmani “moderati”. Senza limitarsi a mere enunciazioni di principio o di condanna. Non basta più.
Secondo una ricerca condotta recentemente, per mantenere una cultura per più di 25 anni è necessario un tasso di fecondità di 2,11 figli per coppia. La diminuzione della popolazione porta nel medio - lungo periodo al declino della cultura. L'Europa come la conosciamo non esisterà più nel giro di pochi anni. Tuttavia, la popolazione non diminuisce a causa della forte immigrazione. In buona parte immigrazione islamica.
In Francia, per tradizione con la più alta densità di chiese nel mondo, oggi ci sono più moschee che chiese. Il 30% dei giovani sotto i venti anni sono islamici. Nelle grandi città come Nizza, Essay e Parigi, la cifra sale al 45%. Nel 2027 un abitante su cinque della Francia sarà musulmano. In soli 39 anni, la Francia potrebbe essere una repubblica islamica.
In Olanda, il 50% dei neonati sono musulmani. In soli 15 anni, la metà della popolazione dell’Olanda sarà musulmana.
In Russia, ci sono 23 milioni di musulmani. Oggi un abitante su cinque è musulmano.
In Belgio, il 25% della popolazione è musulmana, il 50% di tutti neonati sono musulmani. Secondo il governo belga nel 2015 un terzo di tutti bambini europei saranno nati in famiglie musulmane, e questo aumento in soli 16 anni.
In Germania, Il governo tedesco ha recentemente pubblicato un rapporto in cui si afferma che la diminuzione della popolazione tedesca non può più essere fermata. Nel 2050 anche la Germania potrebbe essere uno stato a maggioranza musulmana.
Nel 2005, 24 organizzazioni islamiche si sono riunite a Chicago. I verbali della riunione rivelano i loro piani per convertire l’America all'Islam in tutti i suoi dettagli. I modi per fare questo sono i media, la politica, l'istruzione e molti altri ancora. Secondo i partecipanti a quella riunione l’obbiettivo è vicino perché fra 30 anni in America vivranno 50 milioni di musulmani.
Il mondo in cui viviamo non è il mondo in cui i nostri figli ed i nostri nipoti vivranno. Gli studi dimostrano che con la crescita attuale in pochi anni l’Islam potrebbe diventare la religione dominante del mondo.
È per questo che crediamo che parlare oggi di costruire una grande moschea a Firenze sia un errore e condividiamo il suo punto di vista, cardinale, di consentire piuttosto, se necessario, di valutare l’apertura di più luoghi di preghiera. Siamo da sempre convinti che debba essere garantita ad ognuno la libertà di professare la propria religione, ma di fronte al fenomeno dell’islamizzazione dell’Occidente non si può più ragionare solo in termini di diritti, ma anche e soprattutto di doveri da parte di tutte le comunità che costituiscono la nostra società. Per questo crediamo che, prima di parlare di nuove moschee si debba affrontare fino in fondo il fenomeno dell’estremismo di cui l’Islam è pervaso, e si debba lavorare perché nei paesi islamici sia garantita la libertà di culto ai nostri fratelli e sorelle cristiani.
Infine, desidero cogliere l’occasione della sua presenza qui oggi, cardinale Betori, per tornare a chiedere con forza che questo consiglio comunale si occupi dei temi dell’immigrazione. In nome del buonismo e del politicamente corretto, la politica cittadina sta chiudendo gli occhi davanti alla sfida più difficile del nostro tempo”.
Angelo Bassi (PD) risponde a Razzanelli: “Assoluta contrarietà all’intervento del consigliere"
“Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale stigmatizza e dichiara la propria assoluta contrarietà all’intervento del consigliere Razzanelli in Consiglio comunale a seguito del Saluto dell’Arcivescovo di Firenze Cardinale Giuseppe Betori e consegna del Messaggio di Pace del Papa” spiega il capogruppo Angelo Bassi. “Le inaccettabili dichiarazioni di Razzanelli – aggiunge Bassi – confliggono con la cultura stessa di Firenze: città aperta, accogliente, solidale, inclusiva e rispettosa delle culture e delle religioni e capace di rispondere con la sua cultura ai fondamentalismi, alla violenza della morte e del terrorismo culturale. Purtroppo il consigliere Razzanelli, anche in questa occasione, ha fatto un intervento fuori tema”
Amato (Gruppo Misto): “Riconoscimento dei diritti universali, dall’amore alla genitorialità”
Ringrazio il Cardinale Giuseppe Betori, per il suo messaggio da parte del Papa, in cui l’oggetto principale è l’amore, il senso della vita e della persona; come non condividere questa visione di pace, un messaggio di un Papa che con la sua semplicità ha avvicinato anche persone non credenti. Apprezzo molto il concetto di uguaglianza, ma deve essere universale, per tutti.
Condivido l’importanza dell’amore parentale e del senso di protezione che una famiglia può garantire ai minori, per un corretto sviluppo psico – sociale.
In una società in cui si parla di rispetto dell’altro, una società in cui il Papa stesso non condanna le forme di amore, non convenzionali agli occhi di alcuni, con la frase: “Chi sono Io per giudicare?”
Spero vivamente che la chiesa possa riconoscere il diritto delle coppie omosessuali, in quanto persone e come tali soggetti d’amore, in grado di dare e ricevere calore umano.
Il concetto di amore e famiglia va esteso alle coppie omosessuali, così come la capacità di crescere amorevolmente i bambini, che in altri paesi è già realtà.
Bambini, violati spesso dalle istituzioni che dovrebbero proteggerli, con i troppi casi di pedofilia, che non hanno lasciato esente neanche la Chiesa, oppure comunità molto vicine come il Forteto, in cui si creano dei lager dai quali è difficile svincolarsi, anche una volta fuori.
Diritti della persona: riconosciamo il diritto di dare e ricevere amore, diritto alla genitorialità. Solo in questo caso si potrà parlare di educazione al rispetto del prossimo, indipendentemente dai propri gusti/costumi.
Nel profondo senso di comunità a cui è stato fatto riferimento è strettamente correlato il dovere di pagare le tasse, in questo periodo di crisi sarebbe un segno importante per il Paese che la Chiesa contribuisse con l’IMU.
Un segnale forte che consentirebbe un evoluzione della Chiesa stessa.
L'intervento del Cardinal Betori
Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa
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