La Regione chiede alle Asl l'attuazione della riforma sanitaria, Mugnai (FI): "Non c'è ancora la legge. La giunta ritiri la delibera"

Stefano Mugnai

«La giunta ritiri la delibera con cui, ai fini della valutazione dell’attività del 2015, assegna alle aziende sanitarie come principale obiettivo l’attuazione della riforma del sistema sanitario»: la richiesta è perentoria e arriva dal Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana Stefano Mugnai (FI) che la formalizza anche tramite interrogazione.

No perché: «Ehm… Rossi le do una notizia: la riforma non è ancora legge, e non è proprio detto che lo sarà, di sicuro non a breve e chissà con quali e quante modifiche. In effetti manca tutto quanto è di competenza del Consiglio regionale, fo per dirglielo. Sa com’è: le assemblee elettive… orpelli della democrazia…» Mugnai ironizza dopo che nel fine settimana, a leggere la delibera di giunta 48 approvata il 26 gennaio scorso dal titolo Individuazione ed assegnazione degli obiettivi alle aziende sanitarie, alla Fondazione Monasterio e all’ISPO ai fini della valutazione dell’attività svolta nell’anno 2015, è rimasto strabiliato.

«Ancora una volta – parte all’attacco l’esponente di Forza Italia che sulla questione ha appena depositato un’interrogazione – Rossi mette in campo una sanità gestita con prepotenza muscolare, in cui cittadini e operatori arrivano ‘esimi’. Prima di diventare legge – spiega – la proposta di riforma del sistema sanitario regionale uscita dalla giunta deve passare per il Consiglio. Qui, al momento, non esiste ancora il pronunciamento della Commissione sanità, impegnata invece ancora nelle consultazioni che si protrarranno ancora per diverse sedute. Il presidente della Commissione Remaschi, durante l’audizione di Marroni nelle scorse settimane, prevedeva che il passaggio in aula non sarebbe stato possibile prima della fine di marzo. Dunque: campa cavallo… Ma intanto qui si assegnano obiettivi evidentemente non perseguibili dalle aziende, dal momento che per l’appunto la legge non c’è ancora e che non è certo né plausibile né ipotizzabile né lecito operare sulla base di una bozza che solo la palla di vetro del governatore individua come articolato definitivo. Ma siamo al tempo futuro. Per questo nella mia interrogazione chiedo che la giunta ritiri la delibera 48/2015 in attesa che tutti gli obiettivi abbiano congruenza normativa, nel rispetto delle prerogative del Consiglio regionale che rappresenta i cittadini».

Invece la delibera sugli obiettivi è parecchio al presente, e lì tra gli obiettivi che anche il Mes sarà chiamato a valutare con la tecnica del bersaglio ci sono declinati, alla voce «Riorganizzazione del sistema delle aziende» che pesa sulla valutazione per il 15%, il «rispetto dei tempi e delle fasi previste dalla riorganizzazione a livello regionale», che incide per l’80% del segmento complessivo, con tanto di «Predisposizione e approvazione a livello regionale di un programma sanitario con declinazione annuale» che pesa per il restante 20%. Fin qui la fantasmagoria. Poi però, subito sotto, alla voce «Efficienza ed economicità» si indica un altro obiettivo che desta preoccupazione ovvero la «riduzione del numero dei dipendenti strutturati rispetto al 31 dicembre 2014, secondo accordi regionali» i quali però, ancora una volta, al momento non ci sono. Un concetto però è evidente, e trasuda scenari complicati: «Tradotto – spiega infatti Mugnai – significa che i Direttori generali riceveranno premi in denaro in proporzione a quanti dipendenti riducono nelle proprie aziende».

Fonte: Ufficio Stampa

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