
Un noto adagio recita: “talvolta la realtà supera la fantasia”. Aggiungiamo che accade non sempre nel bene, anzi! Questo è quello che ci viene in mente leggendo la risposta ad un’interrogazione scritta fatta dalla Lista Civica Indipendente. Nello specifico, in occasione delle nomine dei rappresentanti del Comune di Pontedera nei CdA delle aziende partecipate, abbiamo rilevato che il “Regolamento sugli indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni” prevedeva, sin dal 1999 (art. 7), che i rappresentanti del Comune dovessero annualmente provvedere a depositare la propria situazione reddituale e patrimoniale, oltre che la partecipazione ad associazioni ed organizzazioni, il tutto da inserire in apposito albo pubblico (art. 12). Ciò in ossequio ad un concetto di trasparenza ed evidenza di coloro che amministrano in nome e per conto del Comune. Bene ricordare che tutti i Consiglieri, Assessori e Sindaco sono tenuti a depositare tale documentazione, che si trova regolarmente pubblicata sul sito istituzionale. In data 15/07/2014, poi, il Consiglio Comunale ha deliberato il nuovo testo del predetto regolamento che riconferma la previsione di pubblicità della situazione reddituale e patrimoniale dei soggetti nominati e la pubblicazione sul sito istituzionale del Comune. Il nodo è che dal 1999 (ed anche dopo il 15 luglio 2014) nessuno dei nominati ha mai depositato la relativa documentazione, né la stessa è mai stata richiesta dagli uffici.
Qual è il senso di darsi un regolamento quando il Comune è il primo a disattenderlo? L’amministrazione risponde all’interrogazione adducendo problemi di privacy, un argomento buono ad essere tirato in causa all’occorrenza, ma non sempre a proposito. Quando si risponde che la legge dispone la diffusione di dati personali se prevista da apposita norma di legge o di regolamento ci domandiamo: ma i regolamenti comunali sopra citati allora cosa sono, carta straccia?! Noi, ed anche gli esperti legali interpellati, non rileviamo alcuna lesione della riservatezza degli interessati, dato che la pubblicazione avviene solo per chi accetta l’incarico da parte del Sindaco, lo fa liberamente dopo essersi proposto e sapendo di dover sottostare ad un regolamento ben chiaro, che prevede determinati obblighi tra cui la pubblicazione dei dati personali. Chi ha le sue ragioni per non vedere pubblicata la propria situazione reddituale e patrimoniale, può semplicemente evitare di candidarsi o dare le dimissioni. Va da se che, nel caso il regolamento fosse stato in contrasto con la legislazione, ci chiediamo chi lo abbia redatto non solo nel 1999, ma abbia anche ribadito l’obbligo nell’ultima formulazione del 2014, facendolo ufficialmente approvare dal Consiglio Comunale. Basta con la cialtroneria o basta con l’ammantarsi di trasparenza quando non si rispettano le regole che ci si da? A parte la giustezza della massima trasparenza per chi amministra o gestisce in nome e per conto del pubblico, il regolamento è chiarissimo e va RISPETTATO. I documenti devono essere pubblicati in ossequio alla legge, regolamenti comunali inclusi. Ci aspettiamo anche su questo punto un serio atteggiamento da parte dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco Millozzi, che di recente ha anche votato all’unanimità con il Consiglio Comunale una mozione per l’adozione della Carta di Pisa sui principi etici della politica. Anzi, siamo appunto in attesa di vedere effettivamente sottoscritta tale Carta e, magari, vedere ribaditi i principi di trasparenza dei regolamenti, non certo di vedere cassati gli articoli che li prevedono.
Alessandro Puccinelli
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