
Nonostante le precise richieste del sindacato, l'amministrazione pubblica non inserisce nel capitolato di appalto né la clausola sociale né il CCNL di riferimento, determinando in questo modo il peggioramento delle condizioni economiche e normative dei lavoratori coinvolti.
Ci riferiamo ovviamente alla vicenda delle biblioteche fiorentine (che solo in queste ore, dopo un lungo e faticoso confronto tra sindacato e società appaltatrici, ha trovato una sua conclusione) e alla possibilità concreta che quella storia, mutatis mutandis, potrebbe essere vissuta nuovamente dagli oltre cento lavoratori che nei musei civici fiorentini svolgono i servizi di guardiaroba, guardiasala e assistenza alla visita.
La domanda sorge spontanea: ma come é possibile che il Comune di Firenze nella predisposizione dei capitolati di appalto non abbia imparato nulla dagli e/orrori del passato?
Le motivazioni che sono state addotte sono di ordine giuridico, ma non ci convincono. Se nei capitolati di appalto fosse giuridicamente impossibile inserire clausole sociali e CCNL di riferimento, perché il Comune l'ha fatto in altre gare (ad esempio quella per le pulizie, portinerie e facchinaggio)?
Le amministrazioni pubbliche, nella predisposizione dei capitolati di appalto, devono certamente applicare principi di concorrenza e autonomia organizzativa delle imprese appaltatrici tuttavia non possono non perseguire anche finalità di stabilità sociale.
Ed é evidente, a questo punto, che queste finalità di salvaguardia occupazionale e reddituale dei lavoratori in appalto non sono state prese sufficientemente in considerazione dall'amministrazione comunale.
Per questo abbiamo proclamato lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori dell'appalto per l'intera giornata di domenica 1 febbraio con presidio dalle 10 alle 12 di fronte a Palazzo Vecchio.
Peraltro questi lavoratori, come tutti quelli che saranno oggetto di cambio di appalto dopo che sarà entrato in vigore il “jobs act”, saranno considerati “neoassunti” e quindi a loro non si applicheranno più le tutele ad oggi vigenti sui licenziamenti individuali e collettivi.
“Sui lavoratori in appalto piove sul bagnato – dichiara Maurizio Magi della Filcams Cgil di Firenze. Avvertiamo il bisogno di un salto di qualità per recuperare diritti e dignità. Di qui l'importanza della nostra iniziativa alla quale parteciperanno “in solidarietà” le lavoratrici e i lavoratori dell' appalto delle biblioteche fiorentine e quello delle informazioni turistiche. Di qui l'importanza di metter mano all'attuale legislazione sugli appalti. Di qui l'importanza della proposta di legge di iniziativa popolare che la CGIL ha messo in campo in questi giorni proprio su questi temi.”
Da questo punto di vista siamo davvero sorpresi che l'amministrazione comunale – conclude Magi – anziché rispondere in termini costruttivi a questa sfida assuma un profilo ragionieristico limitandosi ad una mera presa d'atto della situazione esistente”.
Filcams CGIL Firenze
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