
In merito alla proposta del Movimento 5 Stelle che avverrà in consiglio comunale per l'apertura delle cosiddette 'Stanze del buco', conosciute anche come strutture di somministrazione controllata per i tossicodipendenti, le posizioni politiche sono quanto mai distanti. Il Pd, con i consiglieri Gabriele Alberti e Roberto Menini, boccia con convinzione l'dea grillina, mentre l'associazione radicale'Liber@mente' sposa l'eventualità dell'apertura di luoghi definiti intermedi per la loro finalità rispetto ai Sert. Ecco le due posizioni, con le dichiarazioni da una parte dei Pd Alberti e Menini e dall'altra del segretario di Liber@mente Simone Lappano:
“Aprire una stanza del buco è una forma di ghettizzazione, un girarsi dall’altra parte per evitare di vedere una persona che si droga in pubblico ma soprattutto è un messaggio negativo. È come dire ad un ragazzo che è caduto nella spirale della droga: “guarda che non è corretto bucarsi in pubblico, ai giardini o alla stazione, vieni da noi dove potrai continuare a drogarti tranquillamente in un ambiente accogliente”. In poche parole ma chiare, per noi aprire una stanza del buco è un invito a continuare a drogarsi per chi ha avuto la sventura di soffrire di tossicodipendenza”.
Queste le parole dei consiglierei PD, Gabriele Alberti e Roberto Mennini, in merito alla proposta del M5S che sarà discussa oggi in Consiglio Comunale. “Premesso che la normativa nazionale, DPR 309/90 (Testo Unico sulla droga), non consente l’apertura delle cosiddette “stanze del buco”, siamo fermamente convinti che la tossicodipendenza si possa contrastare attraverso il potenziamento dei luoghi di cura. Ne sono esempio i servizi preposti (SER.T.), dove persone preparate come psicologi, psichiatri e sociologi sono in grado di seguire i pazienti in un percorso positivo di recupero ai valori più alti della vita come il diritto alla salute – concludono Alberti e Mennini - Avviare una persona al SER.T.,come possono fare gli operatori di strada o qualunque altra persona, è per noi un messaggio assolutamente positivo”.
LA RISPOSTA DI LIBER@MENTE
"I consiglieri del PD Alberti e Mennini farebbero meglio a parlare di cose di cui hanno contezza, perché definire le strutture di somministrazione controllata (c.d. Stanze del buco) come dei meri luoghi “dove poter continuare a drogarsi tranquillamente in un ambiente accogliente” significa non avere la più pallida idea di cosa si stia parlando, o peggio ancora tentare deliberatamente di confondere le idee dei cittadini.
La stanza del buco, così come proposta dai consiglieri del M5S e prima ancora dall'associazione radicale Liber@Mente Prato, non è un “refugium peccatorum” nel quale accogliere semplicemente i tossicodipendenti per toglierli dalla strada e nasconderli agli occhi del mondo, ma è una struttura in cui medici e personale sanitario possono avere un contatto diretto con il tossicodipendente proprio per tentare di avviarlo ad un percorso di recupero, sicuramente in modo più efficace di quanto possa accadere con gli operatori di strada.
Peraltro in una struttura sanitaria, con personale appositamente formato ed attrezzature sterili, si azzererebbe il rischio di overdose, setticemie, ed intossicazioni causate da eroina tagliata male, il tutto in un ottica di riduzione del danno a vantaggio dei tossicodipendenti che, non dobbiamo dimenticare, sono le prime e più grandi vittime della droga. I Sert sono altra cosa, sono infatti strutture alle quali il tossicodipendente si rivolge nel momento in cui ha già deciso di avviare un percorso di recupero, quello che serve è una struttura intermedia nella quale acquisire la consapevolezza di poter chiudere con la droga e cominciare una nuova vita, cioé le strutture di somministrazione controllata".
Gianni Capuano
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