A partire da queste considerazioni, la presidente di ConfcommercioPisa suggerisce “la necessità di riflettere seriamente sull'ipotesi di un posticipo delle vendite in saldo nel mese di febbraio e una riduzione a 30 giorni in termini di durata. D'altronde, la crisi che vivono le famiglie è sempre più evidenziata dal valore calante dello scontrino medio. Oggi, il 42,5% del reddito familiare è assorbito da spese obbligate, come bollette, affitti, mutui, premi assicurativi, spese di trasporto e spese sanitarie, mentre vent'anni fa erano il 36%”.
Meno reddito e meno libertà di spesa è l'equazione economica che nelle parole di Grassini si traduce nel fatto che “il guadagno dell'imprenditore è azzerato da vendite sempre più a basso costo e da una scellerata politica fiscale che anziché tutelare le imprese, finisce con l'affossarle con tasse che hanno di gran lunga oltrepassato la soglia di legalità”.
Fonte: Confcommercio Pisa
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