Il Meyer celebra il Giorno della Memoria: una targa per Umberto Franchetti e Sergio Levi, pediatri allontanati dalle leggi razziali

Sono le 12,30 quando Ugo Caffaz, Consigliere per le politiche della memoria per la Regione Toscana e  Gianni Forti, professore e delegato dal rettore dell’Università di Firenze, fanno scivolare il telo blu, scoprendo la targa in ricordo di Umberto Franchetti e Sergio Levi, pediatri ebrei che il 16 ottobre del 1938, a causa delle leggi razziali, persero l’insegnamento e il lavoro. Proprio per non dimenticarli, il Meyer ha dedicato loro uno spazio tra i maestri della pediatria, quali sono Giuseppe Mya, Carlo Comba e Cesare Cocchi.

Con una cerimonia semplice ma densa di significato l’ospedale pediatrico ha tolto dall’oscurità questi due grandi professionisti. E lo ha fatto affidandosi al saluto di Alberto Zanobini, Commissario del Meyer  che ha ricordato le figure dei due pediatri, scampati all’Olocausto grazie alla altrui solidarietà. E’ toccato a Ugo Caffaz ricordare come allora furono italiani a salvare gli ebrei ma anche a perseguitarli, come italiani furono quelli che li spinsero nei vagoni piombati diretti ai campi di concentramenti. Una responsabilità che non va dimenticata, come non dimentica l’Università di Firenze.

E’ stato proprio il professore Gianni Forti a ricordare come l’Università di Firenze si privò di menti eccelse a causa delle disposizioni che depennarono dalla lista dei docenti tanti professori ebrei. Anni tragici intrisi di odio razziale e antisemitismo che oggi il Meyer in tutte le sue componenti ha ricordato, fissando la memoria in qualcosa di fisico, proprio per evitare che tragedie simili possano accadere, di nuovo. Presenti molti capi di Dipartimento , infermieri, medici e impiegati del Meyer.

 

Fonte: Ufficio Stampa

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