
Negli scorsi giorni l’assessore Zambito in consiglio comunale ha annunciato che il sindaco, nel corso di questo mese, convocherà un nuovo incontro con l’Agenzia del Demanio e il Ministero della Difesa in merito al protocollo del Progetto Caserme. Riteniamo che sia venuto il momento che il Comune prenda atto che quel progetto è fallito, e che desista dal continuare a sostenere un’operazione da 70 milioni di euro per la realizzazione della nuova caserma di Ospedaletto. È necessario aprire una nuova fase di discussione in merito al riutilizzo delle aree militari, a partire da quella che oggi è già dismessa e che potrebbe essere utilizzata: ovvero il Distretto 42.
Il silenzio della giunta che ormai dura dall’aprile del 2014 (quando il Distretto è stato sgomberato) è pesante, e indice di una non volontà di dialogo e confronto.In queste settimane c’è una novità di cui l’amministrazione comunale, proprio in vista di questo incontro, non può ignorare: un percorso di progettazione partecipata che reclama il proprio diritto a immaginare la città e i suoi spazi, e che cerca risposte a bisogni sempre più articolati e complessi in una fase di crisi. Il 31 gennaio e il primo febbraio decine di cittadine e cittadini, associazioni, architetti si ritroveranno per dare una forma compiuta a questo percorso. Il sindaco e la sua giunta devono chiarire se hanno interesse a confrontarsi con questa progettualità o intendono andare avanti con un progetto fallimentare, ignorando ancora una volta una simile esperienza.
A Pisa sono tante, troppe le strutture militari abbandonate oltre il Distretto 42: dalla caserma di San Vito alla Polveriera al Cep. Migliaia i metri cubi pubblici e privati lasciati colpevolmente a marcire. Il tempo del recupero da parte della cittadinanza di queste aree è arrivato: un recupero collettivo che noi praticheremo con la partecipazione e la progettualità condivisa.
Municipio dei Beni Comuni
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