
Uno dei momenti più toccanti di questa giornata a Birkenau è stato il corteo degli studenti che ha condotto al Monumento internazionale alle vittime del nazifascismo.
Proprio davanti all’imponente struttura commemorativa si è infatti tenuta la celebrazione.
Ad ogni studente è stato consegnato il nome di un giovane deportato ad Auschwitz, deceduto nel campo o in rarissimi casi sopravvissuto.
L’intento del progetto ‘Un nome, una storia, una memoria’, coordinato dal museo della deportazione di Prato aveva come obiettivo quello di rendere i ragazzi ancora più partecipi: ogni studente ha infatti custodito questo nome e lo ha letto durante la cerimonia.
Nel silenzio del campo, quindi, hanno risuonato solo i nomi delle vittime: giovani e giovanissime vite innocenti, partite per la stragrande maggioranza dalla Toscana e mai più tornate.
Ad introdurre la cerimonia Ugo Caffaz, ideatore e anima del Treno della Memoria.
A rappresentare la Regione, invece, l’assessore Anna Rita Bramerini, che sostituisce il presidente Enrico Rossi.
“Il viaggio per gli studenti – ha detto – non inizia e non finisce qui. Grazie ai racconti dei sopravvissuti e a quello che abbiamo visto oggi potremo riportare i racconti e parte delle emozioni vissute oggi ai nostri familiari amici e conoscenti”.
Il rischio di derive razziste è sempre dietro l’angolo, secondo l’assessore, che ha ricordato, come esempi emblematici, la strage del 7 novembre a Parigi e quella della Bosnia Herzegovina, della quale si celebra nel 2015 il ventesimo anniversario.
a.p.
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