
Dare un nome ai numerosi beni di proprietà regionale: strade, ospedali, scuole, piazze. Questo è lo scopo della neonata Consulta per la denominazione dei beni regionali, alla cui presidenza è stato eletto, nei giorni scorsi, il consigliere regionale Eugenio Giani. Giani ha illustrato oggi, in una conferenza stampa, scopo, tempi e modalità di lavoro del nuovo organo, i cui componenti partecipano a titolo onorifico.
La Consulta è prevista da una legge regionale di due anni fa, la 56/2012, promossa dallo stesso Giani, ma ha visto ufficialmente la luce solo la settimana scorsa, e, ha spiegato Giani, “nasce con lo stesso spirito delle commissioni di toponomastica che nei Comuni svolgono da sempre un compito sentito e condiviso. A livello regionale, invece, questa sensibilità mancava”. “La Regione Toscana è proprietaria di moltissimi beni – ha aggiunto il consigliere – che molto spesso sono indicati con acronimi, o con il nome che portava il cantiere. Ci sembra invece giusto, per valorizzare l’identità territoriale e marcare il segno di appartenenza alla comunità toscana, dar loro un nome adatto. A questo serve la Consulta”.
L’organismo è composto da nove membri. Quattro consiglieri regionali: con Eugenio Giani ci sonoLucia De Robertis, Stefania Fuscagni e Marta Gazzarri. Ci sono inoltre tre esperti in storia della Toscana: Luciano Artusi, Carla Sodini ed Elena Torretta. Si aggiungeranno infine, quando saranno eletti a breve dal Consiglio delle autonomie locali, due rappresentanti degli enti locali.
In quest’ultimo scorcio di legislatura la Consulta inizierà a impostare il lavoro. Tra gli esempi più eclatanti di nomi mancati, ha ricordato Giani, c’è la Fi-Pi-Li, su cui si è scatenato il dibattito in questi giorni. “Questa arteria fondamentale per la regione viene chiamata ancora con il nome che aveva il cantiere – ha detto Giani –. Meriterebbe un suo nome distintivo, come Superstrada medicea, o di Galileo, o di Vespucci. Ci sono però anche toscani che pensano che ormai il nome sia diventato parte della tradizione, e che non meriti cambiarlo. Noi vorremmo svolgere una consultazione e decidere in base ai risultati”. Altri “casi” da risolvere, la variante della 429 che entro il 2017 collegherà Poggibonsi a Ponte a Elsa, e che rischia di diventare definitivamente “la 429 bis” mentre sarebbe sicuramente più accattivante indicarla come strada della Valdelsa, o delle Terre di Boccaccio; ancora, i nuovi ospedali che sono in corso di realizzazione in varie città toscane.
Fonte: Consiglio regionale della Toscana
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