
In Toscana ci sono almeno 50 università/scuole americane o straniere che si rivolgono a studenti stranieri. Sono almeno 5.000, l'80% dei quali al termine dell'esperienza dice di voler tornare in Toscana,
i ragazzi coinvolti per periodi medio lunghi (per il 25% di loro un aspetto negativo è il costo della vita in Italia).
Il giro di d'affari è di diversi milioni di euro (la Toscana è seconda solo al Lazio), prodotti dalle seguenti fonti:
- investimenti delle varie istituzioni, pubbliche e private
- le rette degli studenti
- fornitori delle scuole (edilizia, affitti o compravendite immobili, alimenti, attrezzatura per ospitalità o gestione struttura, ecc.)
- recuperi di immobili di prestigio del territorio
- personale delle scuole (circa 1000 addetti), con varie forme contrattuali
- interesse turistico prodotto dall'indotto e grande promozione del territorio rispetto agli aspetti economici, culturali
Perché non si parla molto questo settore? Occorre farlo uscire da indeterminatezza e casualità per farne un sistema di sviluppo con relativa programmazione e investimenti. Anche per questo, è in programma il seminario
(organizzato da Flc Cgil Toscana e Asaui - Association of Scholars at American Universities in italy -, col patrocinio della Regione Toscana)
Istruzione e cultura nell'era della globalizzazione:
gli studenti stranieri negli istituti di alta formazione in Toscana
(domani venerdì 16 gennaio 2015, ore 9:30-13:30,
Palazzo Sacrati Strozzi, Sala Pegaso, piazza Duomo 10, Firenze)
Al seminario sarà presentato il rapporto Educating in Paradise: il valore dei programmi universitari nord americani in Italia – caratteristiche, impatto e prospettive)
Fonte: Ufficio Stampa
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