Immobili Asl, Mugnai: "Il quadro che emerge è sconfortante"

Stefano Mugnai

La commissione di inchiesta sugli immobili delle Asl, a cominciare dalla Asl 10, “si è concentrata sulle vicende critiche” già emerse all’attenzione dei media o anche oggetto di interrogazioni consiliari. E il quadro emerso “è sconfortante”. Stefano Mugnai, FI, presidente della commissione di inchiesta che lo scorso 18 dicembre, al netto del voto di astensione de consigliere Gian Luca Lazzeri, ha incassato il voto favorevole di tutti i commissari sulla relazione conclusiva, circostanzia il lavoro mastodontico che ha impegnato l’organismo insediato a marzo 2014 e prorogato fino al 31 dicembre dello scorso anno. Migliaia di pagine allo studio fornite dalle Aziende toscane; molte le audizioni e relazioni di posizioni apicali, (direttori generali, sanitari, dirigenti). Spessissimo “chi veniva sentito”, di quei vertici apicali, “smentiva chi era venuto precedentemente”; e comunque “sempre c’era la risposta: non è colpa mia”.

I lavori si sono comunque concentrati particolarmente sulla Asl 10 di Firenze: c’è un’indagine della magistratura, ma “la commissione si è impegnata sull’analisi politica dei fatti, e sulla ricerca di risposte finalizzate all’elaborazione di proposte concrete”.

La relazione schematizza alcuni aspetti, a cominciare dagli immobili che le Asl dovrebbero mettere sul mercato. “Quadro sconfortante”, ripete Mugnai, emerge “la difficoltà evidente ad alienare”, senza trarre “l’utilità finanziaria” che potrebbe essere riversata sulla sanità toscana. Il consigliere parla di “6-700 milioni di immobili”. “E’ tanta roba”, dice il presidente, che afferma: “Difficilmente il cittadino più sprovveduto potrebbe far peggio nella gestione del proprio patrimonio immobiliare”.

Scorre in aula la lista degli immobili attenzionati. Ci sono quelli sotto inchiesta, cominciando da via Garbasso a Firenze (riceve fondi ministeriali a destinazione vincolata): “Il ministero quei fondi potrebbe rivolerli indietro”. Poi via Ponte di Mezzo, con la palazzina al civico 27 di cui oggi “non si sa che farsene”, ma che è stata comprata nel 2009 per trasferirvi il centro I Girasoli poi collocato altrove. E quindi l’immobile a Calenzano in via Salvianti che, nel pacchetto per l’attività intramoenia con via Garbasso, riceve gli stessi finanziamenti ministeriali: è ancora da ultimare e “la libera professione non ci andrà mai” perché la destinazione è commerciale.

Mugnai passa agli immobili vincolati: l’ex sanatorio Luzzi a Sesto Fiorentino, l’ex sanatorio Banti a Vaglia, la situazione di Villa Basilewsky, l’ospedale di San Giovanni di Dio. E poi a quelli occupati (San Salvi ed ex Bice Cammeo a Firenze).

Gioielli di valore, continua il consigliere, patrimoni ingentissimi, dei quali il presidente della commissione di inchiesta evidenzia condizioni d’uso e di diritto, lo stato dell’arte delle locazioni (“ce ne sono a prezzi ridicoli”), perfino il comodato d’uso per un ripetitore Telecom a San Giovanni di Dio, per 1500 euro l’anno.

Ci sono anche gli immobili “sfumati”, nell’analisi sulla gestione toscana. Strutture dove si investe, ci si crede e si fanno progetti, ma poi “i tempi si allungano” o addirittura i progetti cambiano. La lista: ex Ospedale di Sant’Antonino (Fiesole); ex Inam (Firenze, Lungarno Santa Rosa), il “non-distretto” mai costruito in Viale Europa dalla Asl 10 nel 1997.

Molte situazioni, molte diversità e un punto: “La legge nella pubblica amministrazione si applica”. Dunque “se i finanziamenti vengono dati per una destinazione, non è che poi si può cambiarla”; se gli immobili sono occupati “devono essere liberati”, anche se si capisce che “è complicato”.

Così come devono essere valorizzati gli immobili che si sono liberati per effetto della costruzione dei nuovi ospedali in Toscana: Pistoia, Prato, Lucca e Massa Carrara. La commissione si è occupata anche di questi, rilevando situazioni diversissime tra una piazza e l’altra.

La proposta finale è “di tipo concreto”, scaturisce dalla lettura condotta ed è fatta propria dalla relazione unitaria che ha concluso i lavori: riguarda la creazione di una struttura tecnica di alto profilo, una “cabina di regia” incuneata nell’Estar. Mugnai parla di un pool di personalità che, per loro stessa natura e specializzazione sia meno esposto “alle pressioni politiche e dell’opinione pubblica”. Un riconoscimento esplicito alle difficoltà oggettivamente riscontrate per la gestione di un patrimonio che fa i conti costantemente con territori, comunità ed enti locali.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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