Santini e Nascosti (FI): “Il Piano del Paesaggio sbianchettato è una farsa: rimane un incentivo alla delocalizzazione"

“Il Piano del Paesaggio, da poco tornato in Consiglio regionale, è stato solo sbianchettato, cioè è stato modificato solo di facciata, senza cambiamenti significativi delle prescrizioni e delle limitazioni inerenti ad esempio il comparto dell’agricoltura”. Questo il commento che arriva dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Giovanni Santini e da Nicola Nascosti, Consigliere regionale di FI e vicepresidente della commissione Sviluppo economico.

“In poche parole – proseguono gli esponenti forzisti – la Giunta ha solo e soltanto messo una maschera al piano adottato, cercando di nascondere i limiti e le vessazioni che ancora rimangono come nel caso dell’orto florovivaismo. Un tentativo mal riuscito visto che nel nuovo testo si legge che, ad esempio, “l’attività vivaistica nella pianura pistoiese, in estensione in quella pratese, pur avendo avuto modo di contenere la potenziale espansione urbana, rappresenta una significativa criticità ecosistemica con perdita di habitat e specie legate agli ambienti agricoli tradizionali, elevati fabbisogni idrici ricorso a fertilizzanti e prodotti fitosanitari”. Il tentativo mal riuscito della Giunta di sbianchettare il Piano del Paesaggio adottato – spiegano Santini e Nascosti – finirà per far delocalizzare all’Estero le nostre imprese del settore florovivaismo, che ricordiamo essere una eccellenza non solo in Italia ma anche in Europa. Il florovivaismo è una risorsa strategica per la Toscana che va difesa e valorizzata, e non penalizzata come continua a prevedere il PIT. Le modifiche apportate al Piano sono solo formali e non sostanziali, tanto che questa attività continua ad essere definita come una criticità e non come un valore aggiunto”.

“Oltretutto, sulla base di quanto ha espresso il NURV, è incomprensibile ed ingiustificabile che nel Piano del Paesaggio il florovivaismo più sviluppato sia rilevato come criticità ambientale e paesaggistica fino ad essere assimilato a fenomeni di urbanizzazione. Più precisamente – chiariscono Santini e Nascosti – nel PIT vengono attribuite criticità alla modernizzazione dell’agricoltura ed alla prevalenza di talune culture specializzate rispetto alle forme tradizionali di coltivazione. Tale orientamento non risulta neppure coerente con la programmazione regionale di settore, in primo luogo con il Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020 ed al Piano regionale Agricolo forestale che hanno definito, tra gli obiettivi, l’aumento della competitività delle imprese agricole come garanzia di presidio e di cura del territorio”.

“Continueremo – concludono i consiglieri di Forza Italia – il nostro lavoro istituzionale volto a far ritirare il Piano. Questa è l’unica strada per salvare l’economia regionale, il mondo agricolo ed il florovivaismo da un vero e proprio attacco, prima di tutto culturale, che la sinistra toscana ha lanciato contro le nostre eccellenze”.

Fonte: Ufficio Stampa

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