Fatti di Parigi, minuto di silenzio in Consiglio regionale

Il consiglio regionale

Il presidente del Consiglio, Alberto Monaci, ha aperto i lavori della seduta rinnovando “il sentimento di sgomento” per le stragi che hanno insanguinato Parigi, la settimana scorsa. Accanto al cordoglio, per i familiari delle vittime e per tutta la Francia, Monaci ha ricordato lo “sgomento ancor più forte” per l’attacco alla libertà di espressione con l’assalto alla redazione di Charlie Hebdo.

“Torna prepotente nel cuore dell’Europa la piaga di un terrorismo che, nell’abuso del nome di Dio, alimenta uno scontro di civiltà, con l’intento di sovvertire i valori stessi della civiltà occidentale”, ha detto il presidente, pur ricordando che la nostra stessa civiltà “ha prodotto certo orrori, generando il nazismo e l’olocausto, ma germinando anche i semi su cui è maturato lo stalinismo”.

Ma la civiltà occidentale “che ha saputo anche sviluppare le idee di libertà e di uguaglianza” e generare la democrazia, sviluppandola sotto varie forme. “Principi che il terrorismo di matrice integralista mira palesemente a scardinare”, nell’utopia della materializzazione su scala planetaria di un modello di società oggi incarnato dal sedicente Califfato dell’Isis.

I terribili fatti di Parigi “hanno riaperto un serrato dibattito, sull’ineluttabilità della natura prevaricatrice dell’islamismo rispetto non solo al cristianesimo, ma agli stessi fondamenti della civiltà occidentale”, con al centro la libertà dell’individuo ed il suo diritto all’autodeterminazione. E’ un confronto complesso, dove ricorrono “evidenti fattori materiali”, quali la povertà, l’emarginazione, lo sfruttamento, la disparità di opportunità, “che rendono spesso fertile il terreno a coloro che alimentano l’idea di un connubio inevitabile fra religione e violenza”, fra ortodossia ad un credo e soppressione dell’altrui diritto a non aderirvi.

Per Monaci “non vi è, purtroppo, un antidoto immediato a questo morbo. Ciò però non esenta le democrazie a rafforzare la propria capacità di essere maggiormente inclusive, senza però in alcun modo declinare dalla propria storica identità”. Capacità economica, sociale, culturale. “Non vi è però alcuna integrazione nella cessione a spazi di integralismo o di intolleranza incompatibili coi valori, laici, che caratterizzano le nostre società. Valori universali, ma anche valori storici, propriamente legati al contesto tipico di un territorio o di una nazione”. Questo, per il presidente del Consiglio toscano, è il passo da intraprendere per scardinare la piaga del terrorismo integralista; occorre “Togliere le ragioni che generano attorno ad esso il consenso”, come analoghe ragioni furono tolte nel periodo del terrorismo che negli anni settanta insanguinò, ancora, l’Europa.

Ricordando che l’intolleranza, oltre che di chi ha ucciso a Parigi, è “anche di chi pensa che, per certi versi, un po’ se lo sono andata a cercare”, Monaci ha concluso l’intervento evocando “la marea umana che ha attraversato i boulevard di Parigi per difendere la libertà”, cui si unisce idealmente anche il Consiglio “nella sua dimensione di rappresentanza quanto più fedele della variegata comunità toscana, necessaria per costruire convivenza civile, integrazione, tolleranza, rispetto”.

L’aula ha anche deciso un momento di confronto e approfondimento sui fatti di Parigi che si svolgerà domattina, su richiesta del consigliere Severino Saccardi (Pd), proponente di una lettera già firmata da molti consiglieri e rivolta al presidente del Consiglio che chiede di conferire ai giornalisti di Charlie Hebdo un riconoscimento del Consiglio e di invitarli a Firenze.

Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa

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