
Il SIULP-PISA da il benvenuto a S.E. Dottor Attilio VISCONTI Prefetto di Pisa e coglie l’occasione per manifestare sin da subito tutta la propria collaborazione nell’affrontare tematiche sulle quali apertamente, senza se e senza ma, ha sempre supportato le istituzione locali, Prefetto e Questore, nell’interesse di quella coesione sociale quale elemento cementante per avere una sicurezza vera e non di facciata.
Al Prefetto, uomo di esperienza, il SIULP-PISA non farà mancare pertanto il proprio apporto anche su tematiche importanti come la Movida.
Un fenomeno che, in tante circostanze, il SIULP-PISA ha palesemente dichiarato non essere solo una questione di Ordine Pubblico, ma un fenomeno articolato che deve essere affrontato, al di là delle logiche dell’appartenenza politica e fuori da quel sistema di cordate e cortigiani, con valutazioni funzionali e strutturali socio-politiche, evitando ricadute di responsabilità sui tutori dell’ordine a prescindere l’uniforme indossata.
Dottor VISCONTI siamo pronti a dare una mano al suo impegno per far venire nuovi agenti a Pisa, ma pronti pure a ribadire, con forza, che il fenomeno non può e non deve essere liquidato come una questione di Ordine e Sicurezza Pubblica.
Eccellenza la Sua esperienza in altra città universitaria, seppur con numeri diversi, Le consentirà, ( non abbiamo dubbi ), di ben comprendere che la valutazione del fenomeno e le eventuali soluzioni positive sono legate ad un problema di costi; solo attraverso una attenta valutazione, a nostro avviso, si possono evitare errori passati che hanno visto il sorgere di tavoli tecnici dai quali emergeva la richiesta di personale che oggi sappiamo essere un aspetto assai difficile da realizzare, considerato anche le ultime assegnazioni alla Questura di Pisa, e soprattutto l’ affrontare il fenomeno della Movida quale problema di Ordine Pubblico.
Il SIULP-PISA ha la consapevolezza che le soluzioni auspicate non potranno essere solo la risultanza di una convocazione in più di un tavolo tecnico, ma potranno e dovranno arrivare da interventi strutturali a medio e lungo termine, quale osmosi tra politiche sociali e della sicurezza, non gravando unicamente sugli operatori delle forze dell’Ordine che ogni giorno svolgono il proprio compito in condizioni sempre più difficili.
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