
Debora Calamai, la donna di 38 anni che la vigilia di Natale ha ucciso a coltellate il figlio tredicenne Simone, il 30 gennaio si sarebbe dovuta sottoporre a una consulenza tecnica nella causa per l'affidamento esclusivo del figlio intentata dal padre del ragazzino, Enrico Forconi. Una consulenza necessaria per valutare le effettive condizioni psichiche della donna, in cura dal 2005 per problemi psichiatrici.
La difesa della Calamai, gli avvocati Simona Tacchi e Mario Cavallaro, chiederà un accertamento sulle capacità di intendere e di volere della loro assistita al momento del fatto. La donna, originaria di Firenze, era separata dal marito da almeno 4 anni. Avevano l'affidamento congiunto di Simone, ma di recente, appunto, Forconi aveva chiesto che il tredicenne venisse affidato esclusivamente a lui.
Il padre su Fb, "mio cuore volato con te. Proteggimi più di quanto abbia saputo fare per te"
"Un pezzo del mio cuore é volato via con te amore mio. Veglia su di me e proteggimi, meglio di quanto io abbia saputo fare x te. Mi manchi": lo scrive sul suo profilo Facebook Enrico Forconi, padre del piccolo Simone, il bambino di 13 anni ucciso la vigilia di Natale dalla madre Debora Calamai. Simone aveva cenato con la mamma, poi aveva fatto due telefonate al padre chiedendogli di andarlo a riprendere per portarlo a casa dei nonni.
"Ma quando sono arrivato - ha detto Forconi - la tragedia si era ormai consumata. Erano passati appena cinque minuti dalla seconda telefonata, eppure sono giunto troppo tardi". Disperati anche i nonni del piccolo.
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