
I Consiglieri comunali del partito democratico di Santa Maria a Monte, durante il consiglio comunale che si è svolto giovedì 18 Dicembre, hanno presentato e discusso una mozione sul tema dei diritti civili redatta dai giovani democratici Pisa, che hanno invitato i consigli comunali della provincia a discutere su questo tema. Nei giorni scorsi la mozione era già stata approvata a Bientina, Buti, Capannoli, Palaia, Pomarance, Pontedera e San Miniato, mentre era stata respinta dalla maggioranza a Volterra.
Nella mozione si chiede al Parlamento di approvare in tempi rapidi una legge contro omofobia, transfobia e di fare una legge sulle “unioni civili”, al fine di garantire parità di diritti e doveri per tutte le coppie, tutelando così ogni forma di convivenza, senza alcuna discriminazione.
Si tratta di temi di grande dignità che necessitano di essere discussi anche nei consigli comunali perché riguardano la vita di moltissime persone, temi che da troppo tempo aspettano di essere disciplinati dal nostro ordinamento nazionale.
In Europa e nel resto del mondo, infatti, le forze progressiste si battono per garantire pari diritti e pari opportunità di vita a tutti i cittadini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Al contrario in Italia, il ddl Scalfarotto, che mira a contrastare omofobia e transfobia, è arenato al Senato e non ci sono norme che tutelano le coppie di fatto, nonostante la Corte Costituzionale, più volte, ed anche recentemente, ha auspicato che il Parlamento legiferi su questo tema.
A Santa Maria a Monte la mozione è stata respinta dalla maggioranza, che ha presentato a sua volta una mozione autonoma tutta incentrata sul riconoscimento della famiglia tradizionale e contenente un vago invito al governo nazionale a tenere di conto anche delle realtà diverse. Nessun accenno all’introduzione del reato di omofobia e al riconoscimento delle unioni civili. Il partito democratico non ha potuto votare questa mozione, troppo generica e contenete un grado di giudizio lontano dalle nostre sensibilità. La mancanza diretta di richiesta di istituzione del reato di omofobia ha pesato in maniera decisiva sulla scelta di non votare la mozione della maggioranza. Abbiamo provato a chiedere una sintesi così da portare in votazione un'unica mozione ma la maggioranza ha deciso di andare avanti per la propria strada. Dispiace perche' questa era un’occasione per mandare un messaggio di compattezza del consiglio comunale al governo nazionale su temi di fondamentale importanza.
Comprendiamo l’imbarazzo del sindaco Ilaria Parrella di cultura socialista nel dover mediare con una amministrazione di destra da sempre poco sensibile a questi temi. Ci saremmo aspettati da lei più coraggio ed integrità morale nell’approvare la nostra mozione invece l’ipocrisia ha vinto. Pesa l’assenza del vicesindaco Del Grande che si è presentata in consiglio solo dopo la discussione e la votazione della mozione, evidentemente non condivideva neppure la mozione presentata dalla sua maggioranza. Ci stupisce e sorprende moltissimo anche l’assenza alla discussione e alla votazione della mozione del consigliere Bernardeschi Nicla che riveste anche il ruolo di presidente del comitato di solidarietà, entrata in consiglio solo a fine votazione della mozione. Ci saremmo aspettati da lei maggiore sensibilità nei confronti di questo tema ma evidentemente non è interessata a portare solidarietà a tutte quelle persone che sono quotidianamente vittime di omofobia (che ricordiamo essere causa di episodi di bullismo, di violenza e di mobbing nei confronti delle persone LGBT) o che soffrono a causa della mancanza di una tutela giuridica che veda riconoscere la loro situazione affettiva.
Un'occasione persa che ha svelato, per l’ennesima volta, come questa amministrazione non sia un’amministrazione civica ma una vera e propria amministrazione di destra.
Antonio Torrini, consigliere e capogruppo Pd, Federica Basiloni, Marco Lazzerini e Rachele Pelagalli, consiglieri
Notizie correlate
Tutte le notizie di Santa Maria a Monte
<< Indietro





