Maggio, la Cgil: "Ci sono già abbastanza esodati, non è il caso di crearne ulteriori"

Il corpo di ballo del Maggio musicale fiorentino

In data 17/12/2014 le OO.SS sono state convocate dalla Direzione della Fondazione "per comunicazione in merito alla procedura di cui all'articolo 72 comma 11 DL. 112 /2008 e art 11 comma 13 legge 112/2013". Durante l'incontro è stato comunicato che, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge, la Fondazione ha deciso l'applicazione dell'art. 2 comma 11 lettera a) del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 prima di procedere all'apertura della procedura della mobilità di cui all'art. 13 della legge 112/2013 come modificato dal DL 83/2014 convertito con modificazioni nella L. 106/2014.
Tale questione era stata sollevata dalla nostra organizzazione nel corso dell'ultimo incontro con il Sovrintendente Bianchi. Ciò significa che, prima di avviare la procedura di mobilità, la Fondazione procederà con il prepensionamento di quei lavoratori e quelle lavoratrici che maturino i requisiti anagrafici e di anzianità contributiva, nonché del regime delle relative decorrenze, entro il 31/12/2016, in virtù dei requisiti vigenti anteriormente alla Riforma Fornero di cui sono riferimenti la Circolare del Ministero per la semplificazione e la PA n.4/2014 e messaggio INPS n. 4384 21/05/2014. A tal fine la Fondazione ha dichiarato di avere effettuato una ricognizione delle posizioni dei lavoratori che sarebbero potuti risultare in possesso dei requisiti di cui sopra chiedendo, ed ottenendo, dall' Inps la certificazione del diritto a pensione e relativa decorrenza.
A nostro avviso tale certificazione deve essere resa nota al lavoratore interessato e non può essere presa in considerazione l'ipotesi, avanzata dalla Direzione, che l'onere della prova debba spettare al dipendente né, tanto meno, che la Direzione possa agire attraverso la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro senza considerare le conseguenze sui singoli interessati e ciò che la legge impone di fare (è necessario che vengano raggiunti e siano certificati i requisiti previsti). Di esodati ce ne sono già stati abbastanza, non crediamo sia il caso di crearne ulteriori. La scrivente OO.SS. ribadisce la propria posizione in merito all'apertura della procedura di licenziamenti collettivi ai sensi della 223/91, ovvero le motivazioni che hanno portato al ritiro della firma dall'accordo del 7 gennaio 2014, stante il venir meno le condizioni di tutela a seguito del D.L 83/2014 convertito con modificazioni nella L. 106/2014. L'apertura della procedura di licenziamenti, nonostante il venir meno delle condizioni di tutela per i lavoratori, costituisce un atto grave ed inaccettabile che scarica sulle lavoratrici ed i lavoratori e le loro famiglie le responsabilità di gestioni fallimentari e di inadeguatezza gestionale. SLC CGIL AREA VASTA FIRENZE PRATO PISTOIA Firenze Borgo dei Greci n°3 50122 Firenze -  055/2700517 Fax 055/2700495 E-Mail: slc@firenze.tosc.cgil.it Prato Piazza Mercatale n° 89 59100  057445911 Fax 057459303 Pistoia Via N. Puccini n° 104 51100  05733781 Fax 0573378555 AREA VASTA Firenze Prato Pistoia A Troviamo altresì inaccettabile che, così come riferito nell'incontro, si possa pensare di aprire la procedura di licenziamenti perché, in caso contrario, verrebbero meno i risultati previsti dal piano di risanamento, tra l'altro richiesto da tutte le OO.SS e non ancora pervenutoci. Mentre si parla di licenziare lavoratrici e lavoratori si procede ad assegnazione di incarichi e appalti vari, si è proceduto ad assunzioni nell'ambito dei settori dove sono state dichiarate le eccedenze, i costi della dirigenza non ci pare diminuiscano e non si riesce a pensare ad una seria riorganizzazione ed ottimizzazione delle risorse umane e finanziarie come a nostro avviso dovrebbe essere fatto. Facciamo inoltre notare come, sia nella 112/2013 prima e nella 106/2014 poi, non ci sia un riferimento esplicito alla 223/91 ma ad una procedura di mobilità che, in virtù anche del recente parere dell' Avvocatura di Stato dato al Teatro dell'Opera di Roma e dei molteplici richiami alla disciplina pubblicistica, potrebbe riferirsi a quella prevista per la Pubblica Amministrazione. Ci sembrerebbe logico che, quand'anche non fosse riconosciuta la natura pubblicistica delle Fondazioni lirico sinfoniche, in quanto organismi sottoposti al controllo dello stato o, anche più semplicemente per la logica del buon padre di famiglia, si agisse come previsto dalla circolare ministeriale su citata che ribadisce che, per la gestione di situazioni di soprannumerarietà o di eccedenza che derivano dalla riduzioni organiche come da L. 135/2012, si applica il combinato disposto dell'art. 33 del DLgs 165/2001 e dell'art. 2 comma 11 della L. 95/2012 di cui c'è specifico riferimento nella circolare ministeriale, al punto 5). Sarebbe auspicabile un incontro congiunto con tutti gli attori in campo, Regione, Provincia, Comune ivi compresa Ales S.P.A, affinché ciascuno faccia la propria parte e si faccia chiarezza sul destino dei lavoratori e delle lavoratrici, con una esplicitazione chiara e concreta delle condizioni normative ed economiche nonché delle destinazioni lavorative degli interessati e delle interessate prima che la Fondazione apra la procedura che più volte ha annunciato di voler aprire nonostante il venire meno delle condizioni di tutela. Facciamo appello alla politica tutta con un richiamo forte alla propria responsabilità nei confronti di una istituzione culturale di così grande importanza, rilevante sia dal punto di vista del dato occupazionale che dell'indotto generato, dell'immagine della nostra Città e Regione e dell'offerta e della diffusione della produzione culturale di qualità nel territorio.

Fonte: Cgil - ufficio stampa

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