
Emergenza casa. La situazione sta deflagrando, bisogna dare nuove e adeguate risposte alla eccezionalità della situazione, e certo non rifugiarsi in un inaccettabile “autoritarismo” moralista che porta a ignorare diritti primari e acuisce i problemi. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e Capogruppo in Consiglio Regionale.
La crisi economica – spiega Sgherri – non poteva altro che aggravare la questione: disoccupazione e inoccupazione stanno agendo da moltiplicatore del disagio abitativo, che sta dilagando e facendo aumentare esponenzialmente l’effetto domino del “perdi il lavoro, perdi la casa e il diritto ad un esistenza minimamente dignitosa”.
Gli enti pubblici, gli enti locali hanno previsto questa situazione ? Hanno aumentato gli investimenti per l’edilizia residenziale pubblica, hanno individuato nuove modalità e forme per rispondere in tempo reale agli sfratti ? Semplicemente la risposta è no! Si è continuato ad usare strumenti di ordinaria amministrazione (già di per se da molti anni insufficienti) per governare una situazione straordinaria e montante. Specularmente a questo oggi si tende a rispondere ponendo la questione sotto l’aspetto dell’ordine pubblico, e con un moralismo quando perbenista quando indifferente, che alla fin fine significa essere debole con i forti e forte con i deboli.
Esempio lampante è quello che si sta profilando, anche nella civile Toscana, cioè che chi ha occupato una casa verrà escluso dalle graduatorie per gli alloggi pubblici; una “colpa” così grave da escludere il principio del “fine pena mai” (perché questo sarebbe!).
Il tutto per una vulgata perbenista che vuol nascondere una verità più dura, cioè che le persone (molte delle quali additate quasi al pari di “prepotenti”) si sono trovate nella condizione di occupare perché l’alternativa (spesso in assenza di risposte dal Comune) era quella di dormire per strada! Basta guardare i numeri, cinquemila sfratti previsti il prossimo anno, per capire lo stato dell’arte!
In tutto questo, ecco appunto l’esclusione di chi ha occupato dalle graduatorie per gli alloggi popolari, secondo quanto riporta anche la stampa in merito alla riforma della legge regionale 96: la filosofia di fondo che la ispira è sulla falsariga del decreto Lupi a livello nazionale (e altre norme affini), che escludono la residenza, gli allacci di acqua, luce e gas (con le conseguenze evidenti per la famiglia, bambini compresi, che non potranno iscriversi a scuola, facendo quindi ricadere sui figli le “colpe” dei padri) a chi occupa.
Bisogna – prosegue Sgherri – cambiare strada! Abbandonare la logica da una parte dell’ordinaria amministrazione e dall’altra delle scelte venate di “autoritarismo” perché gravi, sbagliate e inefficaci.
Ci vuole immediatamente una task force dedicata al problema, una cabina di regia che metta insieme tutti gli attori coinvolti a vario titolo al fine di affrontare una situazione emergenziale, che ha bisogno di essere riconosciuta come vera priorità per trovare risposte nuove, adeguate per l’immediata emergenza e per il più lungo periodo.
Risposte possibili che ci sono , ma intanto guardare la cosa per quella che è, senza andare nella direzione opposta, vorrebbe dire già essere a metà dell’opera.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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