
Per adeguarsi alle nuove disposizioni statali sull’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, la commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi (Tcr), ha licenziato a maggioranza una proposta di revisione dell’attuale normativa regionale per la programmazione economica e finanziaria, con le relative procedure contabili. Il consigliereGabriele Chiurli (gruppo Misto) si è astenuto.
La principale novità è costituita dal Documento di economia e finanza regionale (Defr) e la sua nota di aggiornamento, che sostituisce l’attuale Documento annuale di programmazione (Dap), in modo da rendere coerenti gli obiettivi che annualmente l’ente si propone di perseguire e gli stanziamenti del bilancio di previsione. In particolare il Defr aggiorna il contesto strutturale del Piano regionale di sviluppo (Prs) e definisce le priorità programmatiche. E’ uno strumento preliminare di indirizzo alla legge di bilancio ed alla legge di stabilità, che viene approvato dal Consiglio regionale, eventualmente dando indirizzi specifici. La Giunta lo trasmette all’assemblea entro il 30 giugno di ogni anno.
Nella prosposta vengono ricalibrati i tempi per l'approvazione dei diversi atti, introducendo elementi di razionalizzazione e semplificazione, favorendo l’integrazione delle politiche settoriali. I principi generali ed i criteri guida della programmazione regionale vengono sostanzialmente confermati, come pure la concertazione ed i raccordi con la pianificazione del territorio e quella locale.
L’obbiettivo è di snellire i tempi della programmazione regionale, coordinandone al tempo stesso le cadenze con quelle degli atti europei e nazionali che condizionano le scelte e le disponibilità finanziarie. Alla programmazione sarà affiancato un sistema di monitoraggio e di valutazione, per fornire al Consiglio regionale, ma anche alla stessa Giunta regionale, gli strumenti di conoscenza indispensabili per un esercizio consapevole delle proprie competenze.
La novità più importante della programmazione di settore, ossia i piani ed i programmi di durata pluriennale, consiste nella possibilità per il Prs di indicare tra i piani previsti da normativa nazionale o dell’Unione europea quelli eventualmente da prorogare per l’attuazione dei propri indirizzi.
Per quanto riguarda la copertura finanziaria delle leggi regionali, nel caso in cui lo scostamento rispetto alle previsioni possa alterare gli equilibri di bilancio, sarà introdotta una clausola di salvaguardia per la compensazione degli effetti, da disciplinare in dettaglio con regolamento.
Sul fronte dell’indebitamento, il ricorso al mercato finanziario è consentito, anche per anticipazioni a breve termine, nel rispetto dei limiti stabiliti dalla legislazione nazionale e con espletamento di una gara, salvo che il mercato offra condizioni meno economiche del ricorso diretto alla Cassa depositi e prestiti. E’ consentito, per alcune tipologie di investimento, utilizzare i finanziamenti dalla Banca europea per gli investimenti (Bei).
Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa
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