
Illustrata in Consiglio regionale la prima relazione di minoranza della commissione d’inchiesta Accertamento dei fatti di cui alla comunicazione 33 della Giunta regionale, ossia sui recenti sviluppi dell’inchiesta sull’alta velocità fiorentina. Ad illustrare il testo in Aula è stata la presidente della stessa commissione, Marina Staccioli, Fratelli d’Italia, che ha sottolineato “il fatto che ancora ci restano forti dubbi può essere considerato una vera conclusione e una via da seguire”. Tanto che “vi è l’impressione che vi sia ancora molto di non approfondito, e che si sia voluto far apparire alcune decisioni a alcuni comportamenti sotto una particolare luce”.
La presidente ha ricostruito i fatti a partire dal 2010, quando ha preso il via l’inchiesta giudiziaria sul nodo fiorentino dell’alta velocità anche a seguito di alcune irregolarità accertate dall’Arpat nelle gestione delle terre da scavo. Ha ricordato che in Consiglio sono state svolte diverse interrogazioni sulla caratterizzazione e sulla destinazione di tali terre, evidenziando che vi è stato l’allargamento delle indagini e nel 2012 il trasferimento del responsabile del procedimento di Via della Regione Toscana, Fabio Zita, e il ritiro delle deleghe Via e Vas all’assessore Anna Rita Bramerini. Entrambi, ha sottolineato la Staccioli, all’epoca dei fatti si stavano occupando anche dei lavori dell’alta velocità di Firenze.
Secondo quanto affermato dalla Staccioli è “difficile far emergere i risultati”, quando “l’unico documento che la commissione ha facoltà e libertà di produrre senza incorrere in conseguenze giuridiche è l’ormai famosa comunicazione 33 recante la versione del presidente Enrico Rossi”.
La Staccioli ha aggiunto che la commissione si è chiesta, fra l’altro, “se la questione delle terre di scavo e il trasferimento dell’architetto Zita siano da considerare elementi separati o meno”. Le audizioni di soggetti a vario titolo coinvolti nella vicenda, ha continuato la presidente, hanno “ulteriormente evidenziato quelle che già apparivano contraddizioni e non hanno portato ad una univoca ricostruzione sullo svolgimento dei fatti”.
Ma è sul trasferimento di Zita, e sulle motivazioni addotte, che la consigliera ha sollevato una serie di interrogativi. Rossi afferma nella comunicazione 33 che Zita operava da anni “in palese violazione della legge”, ha detto la Staccioli, “se è così anche l’assessore Bramerini e il dirigente generale del settore, l’allora direttore generale, e i vari assessori interessati ne erano forse responsabili?”. E ancora: la commissione si domanda come sia possibile che Zita abbia potuto ricoprire così a lungo, ben 18 anni, il ruolo di responsabile del settore Via. E “se il modus operandi di Zita era così in contrasto con le procedure regionali, come è possibile che si sia deciso di assegnargli un altro incarico di altrettanta importanza e delicatezza come responsabile del settore chiamato in questo periodo a occuparsi dello scottante Piano paesaggistico?”.
La consigliera ha affermato che dalle audizioni è emerso un ritratto di Zita come “funzionario scrupoloso” e che la Regione Toscana è tenuta in considerazione in ambito nazionale per le sue Via e “questi meriti li ha acquisiti durante l’operato di Zita”. Tanto che, dopo le audizioni e al termine dei lavori, le motivazioni addotte da Rossi “non risultano suffragate dalle dichiarazioni dei vari personaggi direttamente interessati e comunque coinvolti a vario titolo nella vicenda”.
Secondo quanto appreso dalla commissione, ha spiegato la Staccioli, all’epoca dei fatti c’era necessità di portare a compimento, in tempi rapidi, importanti opere con i procedimenti di Via aperti. Occorreva perciò velocizzare anche il lavoro degli uffici e le varie pratiche.
“Rossi aveva chiesto e firmato un protocollo d’intesa con Autostrade, con tutti i Comuni e le Province, perchè fossero definiti in modo chiaro gli interventi da realizzarsi in Toscana da parte di Autostrade per l’Italia”, ha precisato la presidente, e “probabilmente l’architetto Zita mal si adattava a rispettare i tempi dettati dalla politica”.
Secondo la presidente Staccioli, infine, il trasferimento della dirigente che succede a Zita, Paola Garvin, che dopo pochi mesi chiese il trasferimento ad altro settore, è apparso quasi uno “spostamento” .
Dopo l’intervento della presidente della commissione d’inchiesta, il vicepresidente del Consiglio regionale, Giuliano Fedeli, appurata la “scarsa presenza di esponenti della Giunta in Aula”, ha deciso di interrompere i lavori e rimandare il dibattito a domani.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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