Emergenza tallio, l'assessore Bramerini: "Assegnati contributi per oltre 230mila euro per gli interventi sul sito"

Anna Rita Bramerini, assessore regionale all'ambiente (foto gonews.it)

“Alla luce dell’emergenza in corso, e per tutti gli approfondimenti necessari, abbiamo assegnato contributi al Comune di Pietrasanta per interventi sul sito ex miniere Edem in località Rezzaio, 33mila 140 euro, per la redazione di analisi del rischio per il torrente Baccatoio ex miniere Edem, 10mila euro e per interventi sul sito ex miniere Edem in località Monte Arsiccio, 191mila 300 euro. Inoltre il Comune potrà accedere ad altri contributi quali il fondo di anticipazione per l’esecuzione degli interventi di bonifica e il fondo per il finanziamento diretto degli interventi di bonifica in danno”. Così l’assessore regionale all’Ambiente Anna Rita Bramerini nel corso della comunicazione sulla presenza di tallio nella rete idrica di Pietrasanta (Lucca).

Secondo quanto riferito da Bramerini sono stati individuati “quali principali sorgenti della contaminazione le mineralizzazioni presenti nella parte alta del bacino del Torrente Baccatoio oggetto, nel passato, di attività mineraria. Sarà quindi necessario approfondire le conoscenze idrogeologiche e geotermiche dell’area, oltre che dei processi di rilascio dei diversi contaminanti compreso il tallio, dalle rocce mineralizzate alle acque superficiali e sotterranee”.

Sulle zone in cui vige il divieto d’uso dell’acqua, l’assessore ha chiarito che “si procede al rifornimento mediante autobotti idonee al trasporto di alimenti”. Sono comunque stati campionati “tutti i punti di prelievo esistenti sulla rete dei Comuni della Versilia per la ricerca del tallio”. “Nelle zone soggette ad ordinanza di divieto – ha detto Bramerini – non sono al momento eseguiti controlli in attesa che il gestore completi i lavori di posatura della nuova rete. Tuttavia è stato già concordato che per la revoca dell’ordinanza si prevede di eseguire campioni su tutti i punti di prelievo presenti, più un numero significativo di campioni che saranno eseguiti all’interno di abitazioni scelte direttamente dal comitato dei cittadini”.

“È stato inoltre definito – ha continuato l’assessore – il progetto per l’indagine epidemiologica per lo stato di salute della popolazione. Il progetto prevede azioni a breve, medio e lungo termine e consistono in uno studio epidemiologico dei residenti nel Comune di Pietrasanta, analisi di monitoraggio biologico su campioni di urina e capelli e determinazione delle concentrazioni di tallio ed altri metalli pesanti nelle matrici animali e vegetali”. Sempre nell’ambito delle iniziative di monitoraggio e intervento legate alla presenza di tallionell’acqua del territorio di Pietrasanta, Bramerini ha informato che è stato avviato un “piano di controllo specifico delle acque erogate nelle scuole che sarà implementato nel 2015” e sono anche stati programmati “cinque incontri con le scuole situate nelle aree interessate dalla non potabilità dell’acqua per chiedere ai genitori l’adesione all’indagine epidemiologica dei bambini che frequentano tali scuole”. Questo perché i bambini “pur non abitando nelle aree interessate – ha detto l’assessore – potrebbero essere stati potenzialmente esposti al tallio”.

In merito ai lavori in capo al gestore, nel corso della comunicazione è emerso che Gaia ha “affidato i lavori, da concludersi prevedibilmente entro il 5 dicembre, di rivestimento della condotta adduttrice del serbatoio Filippi a quello Parigi per il risanamento della condotta maggiormente contaminata da tallio”. È in corso di completamento la “posa in opera di una nuova condotta di distribuzione a Valdicastello, con rinnovo degli allacci delle singole utenze”. Il rivestimento interno di una delle due vasche del serbatoio Parigi è “in fase di completamento per evitare la risollevazione del tallio e dunque la sua immissione nell’acquedotto. Una volta conclusi i lavori, l’operazione sarà effettuata anche sulla seconda vasca”. L’assessore ha inoltre dichiarato che Gaia ha “iniziato i campionamenti delle acque nelle reti di distribuzione interne alle case a Valdicastello” e su “oltre 60 prelievi solo in un caso è stato evidenziato un contenuto di tallio superiore ai limiti”. Altri interventi a medio termine, da iniziare la prossima estate, sono stati programmati e riguarderanno la ricaptazione della sorgente del Moresco, la realizzazione di una nuova condotta tra la sorgente e il serbatoio Filippi, la realizzazione di una nuova condotta distributrice dal serbatoio Filippi per consentire l’aumento delle forniture idriche a Valdicastello e Pietrasanta. “Il costo complessivo di questi interventi – ha detto Bramerini – è di circa due milioni”.

Accelerare l'indagine epidemiologica, mozione unanime

All’unanimità il Consiglio regionale ha chiesto alla Giunta di accelerare lo svolgimento dell’indagine epidemiologica sulla poplazione di Valdicastello ed intervenire quanto prima per far luce sulle cause e giungere alla soluzione dei problemi. La Giunta regionale dovrà, inoltre, far svolgere ulteriori analisi su sorgenti e corsi d’acqua, che alimentano l’acquedotto pubblico e scorrono vicino ad aree minerarie. Nel caso fosse rilevata la presenza di tallio, dovrà essere effettuata un’indagine epidemiologica sulla popolazione interessata.

La mozione, collegata alla comunicazione dell’assessore Bramerini, è stata approvata con voto unanime al termine di un breve dibattito.

“L’unica risposta da parte di Gaia è stata la rimozione di un tecnico. Non vorrei che a pagare, alla fine, sia chi risponde ai telefoni. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”, ha affermato in apertura di dibattito Loris Rossetti (Pd), esprimendo perlessità sulla gestione dell’acqua da parte dell’azienda. “E’ in gioco la salute dei cittadini – ha aggiunto – Una riflessione deve essere fatta”.

Secondo Giuseppe Del Carlo (capogruppo Udc) l’aspetto più preoccupante è il fatto che la storia è iniziata nel 2004 con campionamenti sul torrente Baccatoio da parte di Arpat, per poi proseguire con le segnalazioni del 2013. “Si sapeva tutto – ha osservato – e questo deve far riflettere”. A suo parere, ora cha la pericolosità del tallio è stata accertata, occorre una chiarezza estrema sul modo di fare i controlli, sulla rete di distribuzione e sugli interventi messi in campo.

“Le analisi fatte dal Cnr attestano una presenza di tallio da 50 a 100 volte il limite”, ha sottolineato Marina Staccioli (FdI), lamentando l’assenza dell’assessore Maroni. Staccioli ha ricordato che ancora non si è concluso lo studio epidemiologico siu tumori in Versilia, mentre non vengono tenute sotto adeguato controllo le sorgenti vicine a vecche aree minerarie.

L’assessore Anna Rita Bramerini ha replicato che i controlli fatti da Arpat nel 2004 sul Baccatoio non erano relativi al tallio, ma ad altri metalli pesanti. “Non si è saputo nulla fino al 2013”, ha affermato, ricordando che quei controlli hanno determinato precise indicazioni nel merito alla Provincia.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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