Alzheimer, il Museo BeGo a Palazzo Strozzi con il MoMa di New York e lo Stedelijk di Amsterdam

Professionisti dei più importanti musei di tutto il mondo si sono riuniti martedì 18 novembre a Firenze per parlare di Alzheimer: chiamati, attraverso incontri teorici e workshop, a riflettere su come l’arte possa aiutare a trovare possibilità efficaci di comunicazione e di relazione con le persone affette da demenza neurodegenerativa.

A più voci è un percorso, già avviato a Palazzo Strozzi, che propone attività pensate per chi ha perso o sta perdendo le proprie capacità logico-cognitive, dando loro modo di esprimersi attraverso l’immaginazione e la fantasia, assecondando il bisogno umano di manifestare emozioni profonde e di essere ascoltati e rispettati.

È su queste basi che, martedì 18 novembre, la Fondazione Palazzo Strozzi ha organizzato il secondo convegno internazionale A più voci, dedicato a chi è affetto da Alzheimer e a tutti coloro che si prendono cura di questi malati. Convegno al quale in Museo BE.GO è stato chiamato a parlare da protagonista.

Esperti provenienti dal MoMA di New York, dallo StedelijkMuseum di Amsterdam, dal NorskTekniskMuseum di Oslo, oltre che dalle Gallerie d’Italia di Milano, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, dal Museo Marino Marini di Firenze hanno illustrato il loro lavoro e, tra tutti questi, anche il Museo Benozzo Gozzoli ha avuto la possibilità di portare al convegno la propria testimonianza sull'esperienza di educazione o rieducazione all’arte con il progetto Storie ad Arte, il Museo Benozzo Gozzoli per le persone con Alzheimer e chi se ne prende cura, che ha preso avvio nell'aprile del 2014 a seguito del corso di formazione sostenuto dalla Regione Toscana e promosso dal settore educativo del Museo Marino Marini di Firenze con l'associazione L'Immaginario e l'associazione AnnA al quale hanno partecipato gli operatori del BE.GO.

Da sempre il Museo Be.Go persegue obiettivi di valorizzazione, diffusione, promozione del proprio patrimonio e di inclusione sociale tramite l'accoglienza e l'accessibilità nei confronti di un pubblico più vasto e differenziato possibile quanto ad esigenze formative e conoscitive. Per questo ha aderito con entusiasmo al progetto formativo “L'arte tra le mani” e, a conclusione dell'esperienza, ha convintamente promosso, grazie al sostegno sempre presente dell'Amministrazione comunale di Castelfiorentino, un proprio autonomo progetto coinvolgendo sia alcuni enti del territorio, già attivi sul fronte dell'assistenza alle persone con demenza, sia le persone che ancora abitano in famiglia assistite dai loro caregiver, collaborando infatti con l'EMD Ciapetti di Castelfiorentino e Il Centro Diurno i Tigli di Certaldo.

In occasione del convegno a Palazzo Strozzi, particolare interesse è stato riservato al progetto del Museo Benozzo Gozzoli che in maniera innovativa è riuscito ad integrare tra loro diversi progetti di accessibilità, quelli rivolti agli Alzheimer e quelli rivolti invece ai non vedenti.

La direttrice scientifica del Museo BE.GO, Serena Nocentini dichiara, orgogliosa:“Dal 2013 è partito il progetto per rendere l’intera collezione museale fruibile ai non vedenti e agli ipovedenti. Il percorso è stato fin da subito pensato per creare un’accessibilità alle nostre opere per tutti i nostri ospiti e non solo per chi ha difficoltà visiva. Solo in questo modo si può parlare di una completa inclusione di questa utenza. I supporti aggiuntivi (tattili e sonori) di fatto non sono un percorso a sé, ma costituiscono un ulteriore arricchimento alla divulgazione delle nostre opere, creando spazi fruibili da tutti: bambini, famiglie e anziani. Ed è proprio l'utilizzo di questo percorso con i malati di Alzheimer e viceversa, l'utilizzo della metodologia Time Slips con i non vedenti, che ci ha consentito di relazionare questo nuovo progetto al Convegno”.”Al museo BE.GO è stata dunque sperimentata la metodologia Time Slips con le persone non vedenti lavorando all'esplorazione tattile di alcune opere del patrimonio cittadino, proponendoci di testare come avrebbero risposto alle sollecitazioni del metodo Time Slips persone con disabilità sensoriale e non cognitiva.

L’arte diventa quindi un canale importante per una comunicazione ancora possibile, per vivere un’esperienza gratificante e di benessere che può far sentire i malati perfettamente adeguati alle richieste, stimolando in loro un recupero di stima e in chi se ne prende cura un approccio “validante” e non solo meramente assistenziale.

L'obiettivo di tutte le attività svolte al museo e nelle strutture è stato quello di creare apposite occasioni per migliorare la qualità della vita delle persone con Alzheimer e di chi se ne prende cura. Attraverso vari tipi di interazione con le opere d'arte, mettendo al centro dell'esperienza la capacità creativa che queste persone mantengono viva, abbiamo creato, con il metodo Time Slips, storie e poesie che hanno arricchito di nuovi ed inediti significati le opere d'arte stesse” dichiarano le operatrici museali Alice Vignoli e Stefania Bertini che programmano e gestiscono i laboratori.

L’opera d’arte, quindi, è il punto di partenza per un’osservazione approfondita e per la creazione di un racconto collettivo che arricchisce la mostra di nuove voci. Il progetto prevede il coinvolgimento dei familiari e dei caregiver professionali in modo da elaborare nuove modalità di comunicazione attraverso l’arte.
L'obiettivo che ci proponiamo e che tenteremo fortemente di perseguire è quello di dare continuità al progetto, inserendo le attività con le persone affette da Alzheimer all'interno dell'annuale programmazione del museo per far sì che le occasioni di incontro non si limitino esclusivamente ad essere percepite come eventi sporadici, ma siano momenti ricorrenti e riconosciuti nella loro finalità sociale. Per fare questo tenteremo di ampliare le collaborazioni e di diffondere al maggior numero di strutture possibile l'opportunità di partecipare con i loro ospiti a questo tipo di attività, proponendole ad operatori museali e ad animatori delle Case di riposo. Auspichiamo così che l'intera rete del contesto sociale e formativo della nostra cittadina continui a lavorare sulla tematica, creando spazi appositi e stabili per un percorso stabile e continuativo” conclude l'Assessore alla Cultura Claudia Centi.

La collaborazione che il Museo ha stabilito con gli operatori professionali del territorio, che quotidianamente si occupano di persone con Alzheimer, ha creato un'ulteriore occasione di diffusione e di messa a conoscenza del progetto. Mercoledì 26 alle 15.30, presso la saletta della sezione Soci Coop di Certaldo di via Matteotti, grazie alla collaborazione tra Comune di Certaldo, Associazione A.I.M.A, Cooperativa Minerva, SPI Cgil, Circolo La casa della Memoria di Montelupo, UniCoop Firenze sezione soci di Certaldo, si terrà il seminario Alzheimer: i bisogni delle famiglie e le possibili risposte del territorio. Il Museo Be.Go. è stato chiamato ad intervenire per illustrare il proprio progetto e far conoscere alle famiglie delle persone con Alzheimer una nuova opportunità.

Fonte: Comune di Castelfiorentino - Ufficio Stampa

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