Carceri, Corleone dal convegno a 250 anni dopo Beccaria: "Vogliamo proporre una frontiera nuova". Lastri: "Pronti a presentare proposta di legge"

Franco Corleone (foto gonews.it)

“L’Italia può definirsi il paese di Beccaria? È retorico domandarselo dopo che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato il nostro paese per una gestione delle carceri che umilia la dignità umana?” Franco Corleone, garante dei detenuti della Regione Toscana, ha cominciato con queste parole la sua introduzione al convegno “Delitti e pena: 250 anni dopo Beccaria” in corso di svolgimento a Firenze, fino a domani, nell’Aula di Sant’Apollonia. La questione carcere, ha sottolineato Corleone, “non si chiude con la fase drammatica del sovraffollamento, perché restano aperti i nodi della qualità della vita in carcere, delle scopo e della finalità della pena, di quale pena sia giusto comminare”. In questo senso, ha aggiunto, “va ripensato il rapporto tra carcere e democrazia, perché se sappiamo cos’è il carcere, un luogo chiuso e di potere e spesso violento, sul fronte della democrazia serve avviarsi sul terreno della salvaguardia dei diritti fondamentali deiu detenuti”.

Sul carcere e sulle condizioni di vita in carcere, ha spiegato il garante regionale della Toscana, “si sa tutto dal secolo scorso e allora come si giustifica una nuova commissione nominata dal presidente del Consiglio per la riforma della giustizia e del carcere? Ci sono tante proposte in materia che potrebbero essere discusse e, invece, la commissione propone lavori forzati e carceri speciali. È molto preoccupante”. E ha aggiunto: “Il nostro tema, vale a dire il superamento del carcere, è forte e lo è per poter entrare nella discussione in atto con l’idea di respingere le spinte verso passati secoli imprecisati e di proporre una frontiera nuova, perché è chiaro ed evidente a tutti che il modello della struttura chiusa ha fallito”.

Corleone ha sottolineato che i diritti dei carcerati devono essere la frontiera prioritaria di intervento a partire dal definire “quale pena e quali spazi della pena. Rispetto a quest’ultimo punto per noi è fondamentale che le modifiche delle strutture vengano definite coinvolgendo i carcerati, introducendo cioè una pratica della democrazia in carcere”. E si devono sciogliere i nodi “della tortura e del diritto all’affettività dei detenuti”. Purtroppo, ha aggiunto, “siamo in una fase in cui, ormai da mesi, il sistema carcere è privo del vertice di governo, e questo non significa che si sia scelto l’autogestione delle carceri, semmai è il segno di un abbandono”. Il garante ha concluso con una domanda: “Dobbiamo sperare in un miracolo o, invece, in una risposta della politica fondata sulla ragione?”.

Lastri: "Pronti a presentare proposta di legge al Parlamento su diritti detenuti"

“Sulle questioni del carcere e dei diritti dei detenuti l’attenzione e l’impegno del Consiglio regionale resteranno alti fino a valutare, se il garante regionale dei detenuti lo riterrà utile, una proposta di legge al Parlamento”. Lo ha dichiarato la consigliera Daniela Lastri nel saluto portato a nome dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale in apertura del convegno “Delitti e pena: 250 anni dopo Beccaria”, che si svolge oggi e domani nell’Aula di Sant’Apollonia a Firenze, L’iniziativa, organizzata dall’ufficio del garante regionale dei detenuti, Franco Corleone, rientra tra le manifestazioni della Festa della Toscana “con la quale celebriamo, ha ricordato Lastri, l’abolizione della pena di morte da parte del Granduca di Toscana con l’editto del 30 novembre 1786”. La Toscana, ha sottolineato ancora la consigliera, “è storicamente portatrice di diritti civili e sociali e la Regione ha assunto questa identità con la vocazione di trasmetterla alle giovani generazioni”.

Lastri, parlando del manifesto “No prison, senza se e senza ma” che sarà illustrato nel corso del convegno, ha detto di condividere la tesi numero 12 che afferma che invocare oggi l’abolizione del carcere è ripercorrere la strada di chi, nei secoli scorsi, invocava l’abolizione della tortura e della pena di morte. “Noi crediamo in questa affermazione – ha detto – sapendo che l’idea del superamento del carcere, le cui finalità mostrano un evidente fallimento, avrà bisogno di grande coraggio”. Lastri ha poi auspicato che “la Regione porti a compimento in tempi brevi la struttura di detenzione attenuata presso l’ex Madonnina del Grappa destinata ad accogliere le donne carcerate con figli minori. E mi piacerebbe – ha concluso – che si seguisse con attenzione il dibattito parlamentare inglese apertosi intorno all’idea di abolire il carcere femminile. Sarebbe un primo passo importante per immaginare modalità per l’esecuzione della pena”.

I saluti del presidente della Giunta regionale sono stati portati dall’assessore alla Sanità Luigi Marroni che ha ricordato che “la salute è uno dei diritti fondamentali da garantire ai carcerati”. L’assessore, dopo aver sottolineato che in questi anni la Regione ha raddoppiato la spesa per la sanità dei carcerati, ha annunciato che sarà presto conclusa la mappatura della salute in carcere, così “da avere a disposizione un documento conoscitivo che ci permetta di affinare al meglio la gestione di questo settore”. Marroni ha anche affermato “che stiamo arrivando al superamento dell’Opg di Montelupo Fiorentino, grazie ad un progetto innovativo che prevede una struttura sanitaria con elementi di sicurezza e limitato a un esiguo numero di detenuti, quattro centri simili a case famiglia e la gestione dei malati sul territorio”.

Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa

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