
«A prescindere dagli sviluppi sulla vicenda penale, l’inchiesta delle fiamme gialle che ha coinvolto alcuni vertici sanitari della cardiochirurgia toscana riguarda un ambito sicuramente delicato soggetto a possibili pressioni. Gli acquisti infatti vengono richiesti dal territorio, delegando poi le Estav ieri, l’Estar oggi, alle relative procedure tecniche per l’acquisizione. Ma nessuno, al di fuori dell’azienda sanitaria, effettua una verifica di reale necessità dell’acquisto. Soprattutto se parliamo di macchinari che costano magari milioni di euro, come quelli della diagnostica. Già sul problema della gestione degli immobili è stata istituita una cabina di regia presso l’assessorato. Analogo ragionamento va fatto anche in questo settore». Lo dichiara il consigliere regionale di Più Toscana e membro della IV commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri.
«Il presidente Rossi – sottolinea – ha già dato segnali importanti istituendo l’Estar, ente che funzionerà come un cervello unico nella programmazione degli acquisti. Io non so se la struttura che deve verificare la coerenza dell’acquisto, anche alla luce delle indagini epidemiologiche, oggi relegate ad un ruolo di Cenerentola debba essere un soggetto collocato nell’Estar o in assessorato. Ma comunque questa struttura va creata.
Questo permetterebbe alla sanità toscana, non solo di sottrarsi alle pressioni del territorio e avere costi unitari, ma anche di valutare la loro necessità. In alcuni presidi sanitari infatti abbiamo dei macchinari paragonabili a vere e proprie Ferrari. Siamo sicuri però che chi ha la “patente” non sia un 18enne? Questo apre un altro fronte quello della coerenza fra l’acquisto e la capacità della struttura di utilizzarlo pienamente. Nel frattempo – conclude – per fare chiarezza sarebbe opportuna una ricognizione nelle varie strutture ospedaliere».
Fonte: Consiglio Regione Toscana - Più Toscana
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