
“Oggi si giunge all’approvazione definitiva del Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati, dopo l’adozione avvenuta in Consiglio regionale il 19 dicembre 2013 e dopo il vaglio delle osservazioni che nel frattempo sono pervenute”. Ha esordito così il presidente della commissione Ambiente e territorio, Gianfranco Venturi, illustrando la delibera di approvazione definitiva del Piano. Venturi ha ricordato che le osservazioni giunte sono state 76: 27 pervenute al Consiglio regionale e 49 alla Giunta. “In virtù di questo sono state introdotte alcune modifiche e la commissione ha presentato due emendamenti”. Con il Piano, per la prima volta vengono unificati obiettivi e indirizzi per i rifiuti urbani, speciali e bonifica. I principi ispiratori sono il riciclo, con lo sviluppo della filiera, e la riduzione al massimo dello smaltimento in discarica.
L’idea di fondo è quella di non realizzare più impianti di trattamento meccanico biologico (inceneritori o di compostaggio) oltre quelli già previsti dai piani interprovinciali o già concessionari. In questo senso gli impianti non operativi non ripartiranno ma saranno possibili adeguamenti e ristrutturazioni, anche strategiche, per quelli in funzione.
Adottato lo scorso 19 dicembre 2013, il percorso era iniziato nel luglio 2011 con l’avvio del procedimento per l’approvazione. È lo strumento attraverso il quale si intende portare a compimento il precedente ciclo di programmazione “in vista dell’autosufficienza”, ha detto Venturi. Da qui l’esigenza di garantire l’adeguatezza impiantistica per la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti speciali prodotti; aderire ai principi e agli obiettivi introdotti dalla direttiva europea 2008/98/CE in tema di riduzione della produzione di rifiuti e conseguente fabbisogno di smaltimento finale; assicurare prosecuzione e completamento della bonifica dei siti contaminati identificati nel precedente piano.
A regime, e cioè al traguardo fissato del 2020, la gestione virtuosa dei rifiuti dovrà raggiungere questi obiettivi: 70 per cento di rifiuti differenziati da avviare al riciclo; 20 per cento di rifiuti impiegati per il recupero energetico (incenerimento);10 per cento di rifiuti da conferire in discarica.
Per aumentare il materiale da avviare al riciclo deve crescere la quantità, e soprattutto la qualità, della raccolta differenziata.
Assi portanti sono dunque: riduzione della formazione dei rifiuti (da 20 a 50 kg in meno per abitante); aumento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani (deve raggiungere il 70 per cento del totale dei rifiuti urbani); crescita del riciclo di materia da rifiuti urbani (per una previsione di raggiungimento fissata al 60 per cento); spinta verso il recupero energetico (dall’attuale 13 per cento si punta ad arrivare al 20); riduzione del conferimento in discarica (per passare dall’attuale 42 per cento ad un massimo del 10 per cento dei rifiuti urbani); diminuzione del numero di impianti (dei nove previsti ne sono confermati sette).
Gazzarri (TCR): “ Il rifiuto è una risorsa. Si incentivino gli acquisti verdi per le pubbliche amministrazioni”
“E’ necessario porsi in un’ottica di discontinuità col passato ed il nuovo piano dei rifiuti, che fa del riciclo della materia un punto programmatico fondamentale nell’ottica di promuovere serie politiche volte a sviluppare nuovi settori produttivi che vedano il rifiuto come una risorsa per il sistema, va in questo senso. Questo Piano ci convince perche si pone obiettivi ambiziosi e per la prima volta affronta i problemi dei rifiuti in un’ottica complessiva per questo lo votiamo oggi in maniera convinta”. Questo il commento della Capogruppo di Toscana Civica Riformista Marta Gazzarri, dopo l’approvazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e Bonifica dei siti inquinanti, che si dice pienamente soddisfatta del voto in aula. “ Dobbiamo seriamente impegnarci- ha dichiarato Gazzarri- per promuovere un incremento del riciclo della materia derivante dai rifiuti in linea con le direttive europee e a farlo in primis attraverso un monitoraggio puntuale.
Oltre all’effettivo beneficio dal punto di vista ambientale rappresenterebbe anche un’opportunità preziosissima per il nostro territorio in termini occupazionali”. “Ritengo prioritario- ha continuato la Capogruppo- prevedere incentivi economici destinati all’industria del riciclo che servano da forte stimolo per incrementare i sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Per questo motivo ho presentato una risoluzione collegata al Piano che preveda la promozione degli acquisti verdi nei bandi per l’acquisizione di lavori, di forniture e di servizi della Pubblica Amministrazione. Una misura concreta per far sì che il rifiuto, che rappresenta un costo per la collettività, possa portare ad un risparmio per le nostre amministrazioni riducendo automaticamente i costi di smaltimento e trasformandosi, di fatto, in una risorsa. La Toscana si è sempre dimostrata sensibile al problema del riciclo ma ancora c’è molto da fare. Spero che questo Piano sia un primo passo verso un cambiamento piu profondo, per una politica responsabilmente improntata al riciclo”.
Sgherri (PRC in Regione): “piano che svuota obbiettivi anche ambiziosi a causa di previsioni di produzione di rifiuti sovra dimensionate e che paiono funzionali a fare inceneritori. In soffitta il percorso partecipato che Rossi aveva accolto”
Piano Regionale dei Rifiuti in approvazione. L’arrivo oggi in aula del Piano conferma che è stato interrotto il confronto partecipato, promesso e poi negato dal presidente Rossi. Un piano che si pone formalmente obbiettivi anche ambizioni (70 %, 20%, 10%) ma che poi li svuota in primis a causa del sovra dimensionamento della produzione rifiuti indicata, e funzionale alla realizzazione degli impianti di incenerimento.
Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale. Sulla produzione dei rifiuti – spiega Sgherri – in Toscana si parte da dati di gran lunga superiori a quelli che registrano già oggi altre altre regioni italiane (Lombardia, Veneto, Piemonte ecc), ma quel che balza all’occhio è che le previsioni al 2020 contenute nel piano sono di circa 100 – 150 kg/abitante /anno superiori ai dati 2012 (fonte Ispra) di queste regioni .
E tutto in base a una prevista ripresa economica (legata alla produzione dei rifiuti) sempre annunciata e mai partita e che comunque, qualora si realizzasse, la letteratura economica ci dice richiederebbe oltre un decennio a ritornare a livelli del 2007.
Tanto più se si pensa che sono ormai anni che il trend è in diminuzione. Obbiettivi ambizioni dicevamo che, se si vuole ridurre i rifiuti sul serio e consistentemente e aumentare considerevolmente la raccolta differenziata, dovremmo però dar loro delle gambe con scelte precise che nel piano non ci sono (e che invece sono stati oggetto di alcune delle osservazioni presentate – e respinte - e oggetto delle risoluzioni collegate da me sottoscritte) come:
una moratoria di tre anni nella realizzazione/ammodernamento/ampliamento degli impianti di incenerimento (in attesa di una verifica del trend reale di produzione dei rifiuti); prevedere l’obbligo di affidarsi al gestore unico, da parte dei comuni, per la sola gestione degli impianti e invece una adesione volontaria per la raccolta e lo spazzamento (valorizzando così le esperienze virtuose presenti in Toscana); responsabilizzare i gestori imponendo penali se non raggiungono gli obbiettivi di raccolta differenziata (mentre oggi la pagano i cittadini con l’eco tassa); una seria politica di incentivazione ai comuni per l’applicazione della tariffa puntuale e una che punti a una “de assimilazione attiva” dei rifiuti speciali assimilati agli urbani. Insomma volere è potere, come dimostrano i casi che anche in Toscana, con queste politiche, hanno portato a far schizzare in alto le percentuali in pochissimo tempo di raccolta differenziata e riduzione rifiuti, basterebbe metterli a sistema.
Ma si è preferito il vecchio, si è preferito non rompere la gabbia del binomio produzione – inceneritori, anche al di là di quello che dice l’evidenza della realtà, svuotando di fatto quelli che potrebbero sembrare obbiettivi ambiziosi.
Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa
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