
Il disagio di un'insegnante costretta alla precarietà, l'instabilità lavorativa denunciata in forma volutamente anonima dalla diretta interessata e indirizzata principalmente all'Unione dei Comuni.
Tutto questo è possibile trovarlo nella seguente lettera ricevuta dalla redazione di gonews.it:
"A Luglio ho presentato la domanda come insegnante per la terza fascia in una scuola del nostro Circondario. Uscita la graduatoria provvisoria ho riscontrato delle incongruenze con il mio punteggio in graduatoria chiedendo spiegazioni, mi sono sentita dire che era stato difficile valutare la mia domanda e che dovevo accettare passivamente la situazione pur riportando evidenti svantaggi proprio per lavorare.
Sono stata ovunque, ma ad oggi io ho risolto nulla - prosegue la lettera - La mia colpa è di avere un contratto precario. Non voglio citare nomi e non voglio fare il mio ma proprio non capisco perché dovrei fare ricorso, spendere soldi che non ho per poter avere il mio giusto punteggio.
Inoltre non riesco proprio a capire perché le scuole possano avere così tanto potere decisionale, come mai possa esserci tanta soggettività nelle scelte. Non è ammissibile dover pagare per vedersi riconosciuti dei diritti.
Mi piacerebbe - chiude l'anonima insegnante - che tutti coloro che hanno avuto problemi con le graduatorie di terza fascia si unissero per trovare strategie comuni, efficaci per tutti".
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