Consorzi di bonifica, Rossetti e Venturi: "Proseguire sulla strada tracciata dalla riforma"

Un momento della Conferenza stampa

“L’incontro con il quale i Consorzi di bonifica hanno voluto fare il punto della situazione riguardo agli interventi fatti e a quelli in corso d’opera o da fare, è estremamente importante alla luce degli ultimi eventi alluvionali che hanno colpito la Toscana e che, purtroppo, non sono più un accadimento eccezionale”. Lo ha detto Loris Rossetti (Pd), presidente della commissione Agricoltura, intervenendo alla conferenza stampa che si è svolta in Palazzo panciatichi per presentare i risultati dell’attività 2014 dei sei Consorzi di bonifica che operano in regione.

“Gli eventi di questi ultimi giorni”, ha proseguito Rossetti, “ci dimostrano che alcune aree sono più sofferenti di altre e mettono in luce che dove il territorio è stato più violentato dalla cementificazione e dall’abbandono le criticità sono più elevate”. Rossetti ha aggiunto che i dati dell’attività dei Consorzi “dimostrano che è da considerarsi superata la fase del dibattito in cui ci si interrogava sulla loro utilità e grazie alla riforma della legge regionale si coglie il dato che la riorganizzazione generale del settore permette una migliore gestione delle risorse e degli interventi”. Di fronte all’emergenza di questi giorni, ha poi spiegato Rossetti, “è positivo che si sia deciso di percorrere la strada tracciata con il modello Massa Carrara nel 2010, quando la Regione e tutti gli enti interessati firmarono un protocollo d’intesa per mettere insieme tutte le risorse utili per interventi a favore della difesa del suolo, della forestazione e per i corsi d’acqua”. In pratica, la Regione ha scelto la strada di mettere insieme le risorse proprie, quelle del Piano di sviluppo rurale (Psr) destinate alla forestazione e manutenzione dei versanti e quelle del Consorzio di bonica competente per territorio. “Grazie a questo”, ha precisato Rossetti, “il Piano di sviluppo rurale, in aggiunta a quelli previsti dal Piano della difesa del suolo, ha messo in gioco 25 milioni di finanziamenti, 8 dei quali destinata a Massa Carrara”.

Rossetti ha concluso con una riflessione “sul territorio da cui provengo, quello di Massa Carrara dove si sommano i problemi morfologici e quello dell’abbandono dell’agricoltura e delle aree montane. A questo proposito, dico che è bene perseguire il risparmio della spesa pubblica, ma non si può ridurre tutto a questo. Tutelare il territorio vuol dire non abbandonare le zone montane e allora non si possono tagliare servizi a quei cittadini che pagano le stesse tasse degli altri. Significa incentivarli ad abbandonare la montagna e, di conseguenza, significa aumentare la criticità e la fragilità del territorio”.

Secondo Gianfranco Venturi (Pd), presidente della commissione Ambiente e Territorio del Consiglio regionale, “i dati degli interventi effettuati dai Consorzi di bonifica indicano che svolgono un compito decisivo nella salvaguardia e difesa del reticolo idraulico”. Venturi ha aggiunto che, però, “la riforma dei Consorzi da sola non basta a superare le emergenze e, soprattutto, a lavorare per la prevenzione. Ci sono fenomeni climatici che vanno contrastati con attente scelte di politica ambientale ed energetica e poi si deve governare di più e meglio il territorio”. In questo senso Venturi ha giudicato positivamente la recente approvazione della legge regionale sul governo del territorio “il cui primo obiettivo è quello di risparmiare suolo”. Infine, “è necessario sciogliere il nodo delle competenze, che spesso sono troppe e sovrapposte le une alle altre”.

Marco Bottino, presidente di Urbat (Unione regionale boniche e ambiente della Toscana), ha dichiarato di condividere la battaglia sulle competenze e ha ricordato che grazie ai finanziamenti del Psr “si sono potuti fare interventi finora impensabili”. Bottino ha aggiunto che “i Consorzi, se il legislatore lo riterrà utile, sono pronti ad assumersi maggiori responsabilità sul fronte degli interventi, perché la manutenzione deve essere non solo puntuale e costante ma anche ampliata”. Ma questa disponibilità, ha chiarito, “non può essere slegata da un punto, e cioè che il sistema riconosca che ci sono responsabilità collettive più generali che hanno determinato la fragilità e criticità di certi territori”.

Per Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni (Anbi), “gli sforzi fatti in Toscana sono importanti e sottoscriviamo l’idea che a livello nazionale si stia pensando a una cabina di regia che serva a passare dalla gestione dell’emergenza a quella degli interventi per la prevenzione. Per noi la cabina di regia deve essere l’Unità di missione guidata da Erasmo D’Angelis. In più”, ha concluso, “serve che si proceda speditamente a una revisione della legge sul consumo del suolo”.

Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa

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