Acqua pubblica, il M5S: "Chiediamo al Comune di prendere una chiara posizione in merito"

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Matteo Palanti (foto gonews.it)

"Quando ci siamo presentati alle elezioni nella primavera scorsa, lo dicemmo a chiare lettere: il punto del programma sull'acqua del Movimento 5 Stelle lo hanno scritto nel 2011 quei 26 milioni di italiani che hanno detto chiaramente di volere nel nostro Paese, l'acqua pubblica. Quegli stessi 26 milioni di italiani che nello stesso modo hanno detto di non voler avere a che fare in nessun modo con il nucleare. Era il 2011 e tutti avevano sotto gli occhi il disastro di Fukushima.

Dal 2011 di acqua sotto i ponti ne è passata tanta: abbandonata ogni velleità nucleare, rileviamo giorno dopo giorno come il quesito referendario sull'acqua sia costantemente eluso. Niente hanno fatto i Comuni per ricomprarsi da Monte dei Paschi, Acea, Suez (quella che specula sull'acqua nel subsahara) e compagnia danzante le quote della NOSTRA ACQUA. E per rendersi conto di quale sia il clima, basti vedere cosa sta succedendo proprio in questi giorni all'Autorità Idrica Toscana, dove la maggioranza dei Sindaci non riconosce la legittimità della presidenza del sindaco Filippo Nogarin, succeduto al sindaco Cosimi (sarà un caso che la presidenza di AIT fosse stata attribuita proprio al Sindaco della città roccaforte dove mai si sarebbe ritenuta pensabile una discontinuità politica con il passato?). E se anche oggi volessimo comunque ricomprarci quelle quote, sarebbe difficile farlo, visto che nessun ente locale, in questo momento storico, ha la disponibilità finanziaria per far tornare completamente pubblica l'acqua, le cui quote intanto sono state intanto debitamente ricapitalizzate.

A questo clima desolante, si sono aggiunti piano piano altri fattori, primo fra tutti il TTIP, che porterà sui nostri mercati qualsiasi OGM pronto a finire sulle nostre tavole quando sarà siglato.

Siamo ancora in tempo per fermare tutto questo. E per dare un segnale importante. Acqua privatizzata, nucleare e OGM sono tre aspetti del solito, inquietante, disegno di fare soldi speculando sulla vita e sulla salute delle persone, mettendo a lucro cibo, acqua ed energia. Per questo abbiamo presentato un ordine del giorno Green, il primo di una lunga serie, per il prossimo Consiglio comunale del 27 novembre in cui chiediamo che il Comune inserisca nel suo Statuto - la nostra mini-Costituzione - una dichiarazione molto precisa che dica che i cittadini di Montelupo vogliono che l'acqua che bevono sia pubblica e garantita a tutti gli esseri umani in quanto tali, che il loro cibo non sia geneticamente modificato in un laboratorio ma quanto più possibile genuino e che il territorio sia completamente liberato da ogni velleità nucleare. Un altro ordine del giorno che disegna la città alternativa che sogniamo: una Montelupo più attenta ai più deboli e alle questioni del lavoro, che non lascia indietro nessuno a perdersi nelle illusioni del gioco d'azzardo, che è attenta alla genuinità e al valore dei prodotti agro-alimentari della nostra terra e che si riconosca nell'universalità dei beni comuni necessari per la vita e la dignità delle persone. Noi ci siamo, la maggioranza del Partito Democratico cosa farà?".

Matteo Palanti, consigliere comunale M5S Montelupo Fiorentino

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