
“Ancora una volta la Toscana si trova a dover pagare il prezzo di un’opera di prevenzione del rischio idrogeologico che si è rivelata inadeguata per tutelare la popolazione. Il torrente Carrione ha messo di nuovo in ginocchio la popolazione di Carrara, provocando quasi 500 sfollati e danni ad almeno 1600 abitazioni, mentre 5mila case e aziende sono rimaste senza luce. E quello che è inaccettabile è che il Carrione è esondato per la quarta volta in 11 anni, dopo il tragico episodio del 2003 e il doppio straripamento del novembre 2012. Come sempre, ora si dirà: prima adoperiamoci a riportare la situazione alla normalità e poi indaghiamo per accertare le responsabilità. Ed è giusto, ma dopo non ce ne dimentichiamo, come spesso capita. Perché è necessario che chi ha le responsabilità per impedire episodi del genere se ne faccia carico. E poi quale normalità può esserci per cittadini che ogni giorno devono convivere con la paura di ritrovarsi spazzati via dalla furia delle acque. Non si può vivere in uno stato di emergenza permanente”. Così il segretario IdV Toscana Giovanni Fittante, che chiede vengano verificate le responsabilità e “si ponga in atto un piano di riassetto di un territorio che appare estremamente fragile, anche per colpa dell’uomo, che lo ha consumato per decenni senza prendersene cura in modo adeguato”.
Fonte: IdV Toscana
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