In moto la macchina dell'Asl 10 per fronteggiare l'emergenza Ebola

L'Asl 10 è pronta ad intervenire qualora dovesse manifestarsi anche solo un caso di Ebola
L'Asl 10 è pronta ad intervenire qualora dovesse manifestarsi anche solo un caso di Ebola

L'Asl 10 è pronta ad intervenire qualora dovesse manifestarsi anche solo un caso di Ebola

Dai medici di famiglia a quelli della guardia medica (la continuità assistenziale), dai pronto soccorso alle ambulanze: tutto quanto è allertato e predisposto nell’azienda sanitaria di Firenze per far fronte qualora dovesse presentarsi anche solo un sospetto caso di Ebola. Dal momento in cui il Ministero della salute ha diramato la circolare che mette in allerta e prescrive come comportarsi dinanzi alla possibilità di diffusione dell’epidemia riscontrata in alcuni paesi dell’Africa occidentale e ai singoli episodi registrati in altre parti del mondo, con la regia dell’assessorato al diritto alla salute della Regione, è partita la complessa macchina necessaria ad affrontare un’eventuale emergenza che, ovviamente, tutti sperano non prenda mai corpo.

Le mascherine, le tute o gli altri dispositivi di protezione individuale che il personale sanitario deve indossare per assistere e curare il paziente a seconda che sia “sospetto”, “probabile” o “confermato” sono state acquisite e sono disponibili nei punti nevralgici. Proprio ieri, lunedì 3 novembre, sono iniziati i corsi di formazione al personale medico e paramedico indispensabili per affrontare il delicato momento della vestizione e soprattutto della svestizione, cioè quando maggiore è il rischio di contagio. Corsi che proseguiranno intensamente in questi giorni e che interessano il personale del 118, di tutti i pronto soccorso e più in generale del dipartimento dell’emergenza e urgenza, delle malattie infettive e della terapia intensiva collegata ad essa, della radiologia e del laboratorio incaricati di effettuare gli esami del caso, della ditta delle pulizie a cui viene affidata la sanificazione dei locali.

L’Azienda sanitaria di Firenze, infatti, è, fra tutte quelle della Toscana, e fatta esclusione delle tre aziende ospedaliero universitarie e del Meyer, l’unica azienda territoriale scelta dalla Regione che, all’ospedale dell’Annunziata, dispone di un reparto di malattie infettive dove ricoverare in assoluto isolamento i casi sospetti per eseguire gli accertamenti necessari a stabilire l’eventuale infezione, nel qual caso il paziente viene prelevato a cura dell’Istituto Spallanzani di Roma e lì trasferito. La circolare ministeriale, infatti, specifica con estrema precisione i livelli di competenza e di responsabilità. Operativamente il 118 ha già stabilito una procedura da seguire per identificare fin dalle prime domande eseguite telefonicamente nel momento della richiesta di intervento, l’eventualità di un caso sospetto. Le stesse autoambulanze da impiegare nell’ipotesi di casi sospetti sono state attrezzate in maniera da facilitarne la sanificazione per eseguire la quale sono state stabilite precise procedure da seguire al millimetro.

Anche ai triage dei pronto soccorso, qualora si presenti autonomamente un paziente lamentando sintomi che inducono a ipotizzare la presenza del virus, è previsto uno scrupoloso filtro che impedisca il contagio. Si sta intanto predisponendo in tutti i pronto soccorso aree isolate nelle quali ospitare il caso sospetto in attesa che venga trasferito ai reparti di malattie infettive individuati dalla Regione. Gli stessi medici di famiglia, così come quelli che di notte o nei giorni festivi operano nei servizi di continuità assistenziale, sono stati informati sulle modalità con cui visitare un paziente che manifesti i sintomi basilari. Attivati anche gli interventi che gli uffici dell’igiene pubblica devono effettuare fra i contatti del potenziale paziente sospetto.

Dai medici di famiglia a quelli della guardia medica (la continuità assistenziale), dai pronto soccorso alle ambulanze: tutto quanto è allertato e predisposto nell’Azienda sanitaria di Firenze per far fronte qualora dovesse presentarsi anche solo un sospetto caso di Ebola. Dal momento in cui il Ministero della salute ha diramato la circolare che mette in allerta e prescrive come comportarsi dinanzi alla possibilità di diffusione dell’epidemia riscontrata in alcuni paesi dell’Africa occidentale e ai singoli episodi registrati in altre parti del mondo, con la regia dell’assessorato al diritto alla salute della Regione, è partita la complessa macchina necessaria ad affrontare un’eventuale emergenza che, ovviamente, tutti sperano non prenda mai corpo. Le mascherine, le tute o gli altri dispositivi di protezione individuale che il personale sanitario deve indossare per assistere e curare il paziente a seconda che sia “sospetto”, “probabile” o “confermato” sono state acquisite e sono disponibili nei punti nevralgici. Proprio ieri, lunedì 3 novembre, sono iniziati i corsi di formazione al personale medico e paramedico indispensabili per affrontare il delicato momento della vestizione e soprattutto della svestizione, cioè quando maggiore è il rischio di contagio. Corsi che proseguiranno intensamente in questi giorni e che interessano il personale del 118, di tutti i pronto soccorso e più in generale del dipartimento dell’emergenza e urgenza, delle malattie infettive e della terapia intensiva collegata ad essa, della radiologia e del laboratorio incaricati di effettuare gli esami del caso, della ditta delle pulizie a cui viene affidata la sanificazione dei locali. L’Azienda sanitaria di Firenze, infatti, è, fra tutte quelle della Toscana, e fatta esclusione delle tre aziende ospedaliero universitarie e del Meyer, l’unica azienda territoriale scelta dalla Regione che, all’ospedale dell’Annunziata, dispone di un reparto di malattie infettive dove ricoverare in assoluto isolamento i casi sospetti per eseguire gli accertamenti necessari a stabilire l’eventuale infezione, nel qual caso il paziente viene prelevato a cura dell’Istituto Spallanzani di Roma e lì trasferito. La circolare ministeriale, infatti, specifica con estrema precisione i livelli di competenza e di responsabilità. Operativamente il 118 ha già stabilito una procedura da seguire per identificare fin dalle prime domande eseguite telefonicamente nel momento della richiesta di intervento, l’eventualità di un caso sospetto. Le stesse autoambulanze da impiegare nell’ipotesi di casi sospetti sono state attrezzate in maniera da facilitarne la sanificazione per eseguire la quale sono state stabilite precise procedure da seguire al millimetro. Anche ai triage dei pronto soccorso, qualora si presenti autonomamente un paziente lamentando sintomi che inducono a ipotizzare la presenza del virus, è previsto uno scrupoloso filtro che impedisca il contagio. Si sta intanto predisponendo in tutti i pronto soccorso aree isolate nelle quali ospitare il caso sospetto in attesa che venga trasferito ai reparti di malattie infettive individuati dalla Regione. Gli stessi medici di famiglia, così come quelli che di notte o nei giorni festivi operano nei servizi di continuità assistenziale, sono stati informati sulle modalità con cui visitare un paziente che manifesti i sintomi basilari. Attivati anche gli interventi che gli uffici dell’igiene pubblica devono effettuare fra i contatti del potenziale paziente sospetto.

l'Asl 10 è pronta ad intervenire qualora dovesse manifestarsi anche solo un caso di Ebola

 

Fonte: Ufficio stampa Az. Sanitaria Firenze

Notizie correlate



Tutte le notizie di Firenze

<< Indietro

torna a inizio pagina