
Nuova legge urbanistica regionale. Si tratta di un atto fra i più rilevanti della legislatura e mi sento di affermare che si è prodotto un buon esito finale di un lavoro lungo e puntuale, possibile anche per la disponibilità dell’assessore Marson. Lavoro che ha contribuito a superare diffidenze su timori di eccessiva rigidità da una parte o per contro di troppa elasticità dall’altra. Legge questa che vedeva una precedente – la 1/2005 - già buona e che aveva avuto numerosi riconoscimenti nell’intero paese per aver posto per prima l’obbiettivo del limite al consumo di nuovo suolo, norma che oggi viene migliorata con la nuova legge. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale.
La vecchia normativa già indicava l’obbiettivo di non consumare nuovo suolo non edificato ma questo non ha impedito che vi fossero casi, anche rilevanti, in direzione opposta come ad esempio la previsione della colata di cemento di oltre due milioni di metri cubi nella piana inserita nel PRG di Firenze, o la realizzazione di un ampio tessuto di seconde case a fini turistici sulla costa col risultato di pesante cementificazione.
Con la nuova normativa si realizza un vero e proprio salto di qualità che si compie grazie ad una distinzione chiara fra territorio urbanizzato (nel quale si punta alla rigenerazione, con procedure e tempi certi e più veloci) e territorio rurale (dove ad esempio non saranno più consentiti nuovi insediamenti residenziali). Salto di qualità fondamentale per una corretta riqualificazione del territorio che rifugga eccessiva elasticità e troppa rigidità,
Fonte: Ufficio Stampa
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