Governo del territorio, Venturi illustra la nuova legge all’assemblea

Un anno di lavoro scandito da sedute di commissione, approfondimenti con forze sociali e autonomie locali, ascolto; un lavoro arricchito poi di apporti tecnici, giuridici, politici. Centonovanta emendamenti presentati nei tempi stabiliti già prima delle ferie estive. Gianfranco Venturi, Pd, presidente della commissione ambiente, illustra all’aula “uno dei provvedimenti più significativi della legislatura”: la proposta di legge sul governo del territorio, oggi al voto. Venturi ringrazia uffici, Giunta, commissari “per l’impegno e la serietà del confronto”, tutti, riconsoce, hanno lavorato animati dalla “comune volontà di migliorare il provvedimento”.

Il consigliere richiama sinteticamente gli obiettivi perseguiti in commissione: coniugare la priorità data a “riuso e non consumazione del suolo”, con la “valorizzazione delle opportunità competitive offerte dalla qualità del territorio stesso”; favorire la “concreta semplificazione dei procedimenti” (maggiori certezze per i diversi soggetti pubblici e privati, riguardo a procedure e riduzione dei tempi); introdurre miglioramenti verso certezza e chiarezza applicativa delle norme. Affrontare la risoluzione di problemi “anche di minore entità”, che interessano gli operatori, i cittadini, le famiglie “in una logica di sostanziale buon senso”.

La proposta di legge costituisce un nuovo riferimento normativo rispetto alla vigente legge regionale 1/2005, che è quindi abrogata. L’intervento intende dare più efficacia al sistema di governance interistituzionale, rafforzando il ruolo dei soggetti istituzionali coinvolti e rendendo più chiare e rapide le procedure, graduando la complessità degli adempimenti in relazione alla rilevanza delle trasformazioni.

In particolare, la proposta intende valorizzare il patrimonio territoriale e paesaggistico per uno sviluppo regionale sostenibile; dare effettiva concretezza al principio secondo il quale l’impegno di suolo non edificato al di fuori del territorio urbanizzato può avvenire solo a condizione che non sussistano alternative al riuso del patrimonio edilizio o infrastrutturale esistente.

La proposta, alla luce dell’esperienza applicativa della legge 1/2005 e pur mantenendone l’impianto generale, si muove per innovare e migliorare aspetti che hanno manifestato criticità a partire dal principio di sussidiarietà e di adeguatezza. Il tutto con un’attenzione particolare a non appesantire ulteriormente i procedimenti, ma anzi fissando tempi massimi, semplificando e razionalizzando gli adempimenti.

Capisaldi e finalità sono la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e territoriale rurale inteso, quest’ultimo, come attività economico-produttiva; un deciso contrasto al consumo di suolo; lo sviluppo della partecipazione come componente ordinaria delle procedure di formazione dei piani. La legge 1/2005 ha inoltre fatto emergere l’esigenza di una maggior chiarezza dei riferimenti rispetto all’insieme degli strumenti di governo e pianificazione del territorio, così come alle procedure che ne determinano il percorso di approvazione e vigenza. Da qui la spinta alla semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti, con un’attenzione particolare alla tempistica dei procedimenti urbanistici, ma anche una “filiera della pianificazione”, più trasparente e coerente per uno sviluppo regionale sostenibile e durevole, e una partecipazione, costruzione e gestione delle decisioni da parte di tutti i soggetti istituzionali, cittadini e attori economici coinvolti.

La proposta di legge è stata allineata al decreto 133/2014, cosiddetto Sblocca Italia.

Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa

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