Maleodoranze nel comprensorio, Rifondazione: "Situazione drammatica, anche per lo smantellamento Arpat"

foto di archivio

Son tornate le maleodoranze nella zona del Cuoio. Noi avevamo da tempo messo in guardia. La settimana scorsa, nella zona tra Castelfranco e Santa Croce, la situazione era drammatica. Addirittura il sindaco Toti di Castelfranco ha dovuto sollecitare personalmente l’intervento dell’Arpat, come egli stesso ha illustrato alla stampa con dovizia di particolari. Il sindaco ha precisato di non aver perso neppure un attimo, per non rischiare che la nube si disperdesse prima dell’arrivo dei tecnici.

Peccato che Toti, solerte telefonatore, si sia dimenticato di chiarirci il perché di tanta fretta. Il fatto è che l’Arpat a San Romano è stata praticamente smantellata col pieno assenso degli stessi sindaci piddini dei nostri comuni, compreso Castelfranco, giunta in cui tra l’altro ci risulta che al tempo sedesse anche  lo stesso Toti. Perciò, se prima i tecnici rilevatori in due minuti arrivavano sul luogo delle segnalazioni, adesso devono partire spesso da Pisa o Livorno, caricare la macchina di bricchi e alambicchi e buttarsi nel traffico sperando non ci siano intoppi, altrimenti rischiano di arrivare a notte fonda e addio rilevamenti.

Il sindaco Toti dovrebbe pure ricordare che Rifondazione fu una di quelle poche forze politiche che lottarono per mantenere l’Arpat a San Romano in piene forze, e dovrebbe ricordare come invece tutti i sindaci si sgolarono per tranquillizzare la popolazione sull’immutata efficacia dell’Arpat anche dopo il suo ridimensionamento. Invece, tra ripetute morie di pesci, scarichi dei colori pittoreschi in fiumi e fossi e ritorno delle maleodoranze, oggi tutti hanno capito cosa vuol dire aver praticamente cancellato l’Arpat a San Romano: un disastro.

Tanto più quando si sta per far partire un  progetto discutibile e impopolare come quello del Tubone, pagato quasi tutto dai cittadini e quasi niente dagli industriali, che sventrerà una parte non indifferente del territorio in buona sostanza per far risparmiare ai conciatori i costi di smaltimento, e che convoglierà nella nostra zona milioni di metri cubi di liquami nauseabondi, che verranno mescolati con gli scarichi delle concerie.

Chi vigilerà su tutti questi processi potenzialmente pericolosi? Come verranno smaltiti i fanghi? Le ultime notizie riguardo alla sperimentazione di un pirogasssificatore presso Aquarno a nostro avviso non sono per niente tranquillizzanti. Così come è inquietante che il progetto del Tubone non sia mai stato reso pubblico. Sappia la popolazione che, al di là della pubblicità degli interessati, la realtà è questa, e rischia di farci svegliare di notte soffocati dal puzzo.

Rifondazione Comunista San Miniato

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