Mauro Romanelli(Sel): "A Sollicciano problemi strutturali per i detenuti come per chi ci lavora"

Mauro Romanelli

"Ieri mi sono recato in visita alla Casa Circondariale di Sollicciano, a conclusione del mio giro che mi ha portato in tutte le carceri toscane per verificare le condizioni dei detenuti e i tanti problemi che mi vengono segnalati. La nuova Direttrice mi ha accolto cordialmente e mi ha spiegato le molte criticità che a tutt'oggi rimangono irrisolte. La cosa che più colpisce è la fatiscenza e il degrado dell'intera struttura che rendono le condizioni di vita, tanto per i detenuti, quanto per gli agenti di Polizia Penitenziaria, e per tutti i lavoratori, davvero dure.

Molte aree sono state dichiarate inagibili e quando piove intere zone del carcere si allagano: l'umidita, le copiose infiltrazioni d'acqua dai tetti, la muffa sulle pareti sono il tratto comune di ogni ala del carcere. Vi è assoluto bisogno di un immediato intervento per sanare questa situazione. La Direttrice ha propsto progetti interessanti per una nuova copertura da rivestire con pannelli fotovoltaici, ed io auspico e mi metto a disposizione affinchè dalle parole si riesca a passare ai fatti" - dichiara Mauro Romanelli, Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia Libertà.

 "Il sovraffollamento è diminuito e si è passati dai 1.100 detenuti a circa 760, rispetto ad una situazione ottimale che sarebbe comunque di circa 450, e purtroppo pare registrarsi la tendenza ad un nuovo aumento, come avevo rilevato alcuni giorni fa anche nel Carcere di Pisa. Alle problematiche strutturali si aggiungono altre lacune legate agli scarsi fondi assegnati e ai problemi burocratici per le quotidiane manutenzioni, con conseguenze ad esempio sulle condizione dei bagni nelle celle, in cui in un caso ho verificato il non funzionamento del water o comunque la mancanza di acqua calda. Anche i limitati fondi alle mercedi, ovvero i fondi per far lavorare i detenuti, sono una un grave problema. Il lavoro è indispensabile per costruire un futuro, rieducare i detenuti e costruire le basi per un loro reinserimento nella società. Sarebbe perciò necessario un intervento di privati che garantissero delle commesse cospicue in modo da far lavorare più detenuti possibile. Su questo abbiamo registrato un impegno della Direzione, con la speranza che si trovi interesse dall'esterno".

 "Un altro importante progetto finalizzato ad avvicinare la città alla realtà del carcere è quello degli orti sociali". "In generale la sensazione prevalente che ho avuto in questi anni e che non ho potuto che riconfermare ieri, è quella di un sostanziale abbandono da parte dello Stato. Molto presente invece, almeno qui a Sollicciano, il contributo della società civile che con associazioni come Altro Diritto, una cui esponente mi ha accompagnato nella visita, garantisce un livello di vigilanza democratica e attenzione alla condizione e ai bisogni dei detenuti da cui le Istituzioni pubbliche dovrebbe davvero prendere esempio, e che risulta indispensabile, anzi vitale" conclude Romanelli.

 

 
 
 

    

Mauro Romanelli

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