Tagli per 400 milioni alla Regione, il consigliere regionale Lazzeri ai sindaci: “Agevolare l'accorpamento delle Asl”

Gian Luca Lazzeri (foto gonews.it)

«L’ulteriore manovra che il governo si appresta a imporre a carico delle regioni ci imporrà come abbiamo fatto coraggiosamente per l’Estav di ridurre anche le Asl». Lo dichiara il consigliere regionale di Più Toscana, membro della IV commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri.

«Su questo punto – afferma – i sindaci, devono essere i primi che agevolano questa operazione invece che ostacolarla. Basta con le resistenze delle strutture, ce ne sono già abbastanza».

Lazzeri aggiunge: «La razionalizzazione della spesa sanitaria deve passare anche per le operazioni immobiliari delle Asl toscane: il nuovo Estar (Ente di supporto tecnico amministrativo regionale) che a gennaio 2015 nascerà dall’accorpamento dei tre Estav deve funzionare come un cervello unico nell’acquisto, nella vendita e nella gestione del patrimonio immobiliare delle aziende sanitarie».

«Nel corso delle audizioni della commissione di Inchiesta – sottolinea – è più volte emerso come i direttori generali siano spesso sottoposti a pressioni da parte del territorio sulle scelte da operare in ambito immobiliare. Una prassi che, a volte, può sacrificare il bene dei bilanci della sanità regionale a discapito di interessi particolari. Un esempio è offerto dall’Asl 10 di Firenze che recentemente ha concesso il rinnovo di tre anni del comodato gratuito, iniziato già dal 1999, per locali di sua proprietà nell’area di San Salvi ad un’associazione culturale con scopi ricreativi, nonostante che la destinazione d’uso dell’immobile sia sanitaria e nonostante che  fino a poco tempo prima il direttore generale si fosse dichiarato favorevole a introdurre un canone di locazione. Questo mentre a pochi metri di distanza, nella stessa area, la cooperativa sociale La Tinaia che svolge attività terapeutico-riabilitative per gli ex  ricoverati del manicomio, vive una situazione compromessa dal punto di vista immobiliare. La stessa condizione affrontata fino a due anni fa dalle Rsa I Girasoli e Giardino delle Rose ospitate in un ex padiglione del manicomio in grave stato di degrado.

Fra i compiti che la Regione ha affidato all’Estar con la legge 26 del 2014 ci sono anche la gestione delle procedure di gara per la manutenzione, l’alienazione, la concessione e la locazione del patrimonio immobiliare delle Asl. Ma la Giunta ha la facoltà di conferire ulteriori funzioni tecniche anche in ambito immobiliare.

Per questo – prosegue – ritengo che sia urgente offrire una governance unitaria a livello regionale inserendo fra i compiti del nuovo organismo anche il controllo e la gestione degli immobili che occupano uno spazio di tutto rispetto nei bilanci delle aziende sanitarie toscane.

Basti pensare che il totale del valore degli immobili in vendita previsto dal piano alienazioni immobiliari delle 12 Asl toscane e delle 4 aziende ospedaliero-universitarie è di 1.041.900.577 di euro. Di questa cifra al 31 dicembre 2012 erano stati incassati 368.474.619 di euro. Guardando alle singole Asl il valore più elevato di immobili da alienare si trova nell’Asl 10 di Firenze con 238.862.392 di euro, al secondo posto l’Asl 6 di Livorno con 217.926.142 di euro e l’azienda ospedaliero-universitaria pisana con 107.429.568 di euro. Mentre il totale degli affitti pagati dalle 12 asl toscane in totale a novembre 2010 ammontava a 8.548.095 di euro. Invece il piano triennale degli investimenti 2011-13 (che include interventi su strutture e la manutenzione o l’ammodernamento tecnologico) le aziende sanitarie (inclusi i 4 ospedali universitari) secondo l’ultimo dato disponibile ammonta a 2.970.867.746 di euro. Ecco allora che con un’oculata gestione del patrimonio immobiliare delle Asl potremmo far fronte al taglio che il Governo ci sta imponendo. Le recenti vicende che hanno visto la cronaca giudiziaria in merito ad alcuni acquisti di immobili da parte dell’ASL 10, testimoniano, se ce ne fosse bisogno, che comunque indipendentemente dalla rilevanza penale dei fatti contestati, si richiede una gestione specialistica che le singole Asl non possono avere se non con inutili duplicazioni dei costi.».

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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