
Rossi ha defnitivamente gettato la maschera, la metamorfosi è definitvamente compiuta e appare in tutto il suo peso, ogni giorno di più, il suo voler essere ricandidato! Le sue dichiarazioni oggi sulla stampa sulla positività della manovra di Renzi dimostano che al trasformismo non c'è veramente più limite. Lontani i tempi nei quali difendeva la sanità e il ruolo delle Regioni, difesa intesa come tutela di servizi essenziali per i cittadini. Prima l'ok alla messa al bando dell'articolo 18, oggi l'accettazione della macelleria sociale sul versante sanitario che Renzi porta avanti. L'appiattimento è completo. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale e Alessandro Favilli, segretario regionale del PRC.
Le dichiarazioni di ieri del Governatore della Toscana rompono con Chiamparino e l’ANCI nazionale e con molti sindaci in Italia. Se la Toscana vuol ancora ancora avere un ruolo sullo scenario della politica Rossi dovrebbe raddrizzare la schiena, invece sta facendo l'esatto contrario. Il motivo di questa posizione è incomprensibile se non nella logica dei giochi di palazzo. Rossi deve essere rieletto senza primarie e Renzi lo governa, non c’è nessun altra spiegazione. Se non fosse tragico sarebbe esilarante.
Per pura propaganda elettorale si arriva al culmine proponendo una patrimoniale per finanziare il sistema sanitario toscano, e qui oltre al danno si raggiunge la beffa. La patrimoniale è tema nostro: paghino più i ricchi e meno i poveri. Ma c’è un piccolo particolare, i cittadini toscani pagano il ticket sulle prestazioni sanitarie ed anzi, oramai una fetta crescente della popolazione si rivolge, è spinta a farlo, a sevizi privati.
Il motivo è banale: liste di attesa inenarrabili, espulsione della diagnostica dal sistema sanitario pubblico, equivalenza sostanziale della compartecipazione tra pubblico e privato. La tassa di solidarietà proposta da Rossi, per altro rinviandola alle scelte del Governo e quindi mero spot elettorale, deve essere alternativa ai ticket. Lavoro dipendente, autonomo regolare e pensionati finanziano da quarant’anni il sistema sanitario con le loro trattenute.
Il riferimento ideologico a Enrico Berlinguer e alle sue posizioni sul finanziamento del sistema, ripetiamo, se non fosse tragico sarebbe comico. In quel contesto, la riforma sanitaria nazionale è stata una delle più straordinarie conquiste del partito comunista e della sinistra. Si sono spazzate via le mutue. Il sistema è diventato universale e finanziato principalmente dai lavoratori. Non esisteva compartecipazione. Oggi Renzi agisce come distruttore di tutto questo e Rossi si allinea.
Se davvero il governatore Rossi ha motivi di critica al suo Presidente del Consiglio e ritiene che il provvedimento vada cambiato scenda in piazza, fra gli altri appuntamenti, il 25 ottobre a Roma, con la CGIL e la sinistra diffusa, e partecipi alle proteste in questa Regione. Direbbe veramente da che parte sta, ma ormai la sua strada pare tracciata, e va da un altra parte.
Fonte: ufficio Stampa
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