Ferraro (Ncd): "Questi i cambiamenti di una nuova politica dell'accoglienza"

Roberto Ferraro

Sono oramai venti anni che l’Italia ha sperimentato una politica dell’accoglienza che tiene conto delle necessità e delle vicende di uomini e donne  che fuggono dalla miseria, dalle guerre e dalle persecuzioni.

Agli stranieri non abbiamo lesinato sussidi, abitazioni, istruzione, assistenza sanitaria. In alcuni casi si è anche ecceduto, concedendo agli stranieri anche ciò che essi mai avrebbero immaginato di chiedere e mai avevano avuto a casa propria.

Oggi però la questione immigrazione ha assunto aspetti allarmanti per vari motivi. Il numero degli stranieri arrivati in Italia negli ultimi 20 anni è di 5 milioni cioè il dieci per cento della popolazione. L’Italia da otto anni è impantanata in una crisi economica importata dall’America e fomentata dalla Germania che ha impoverito le famiglie italiane che sempre meno comprendono l’ingente quantità di risorse impiegate per l’assistenza agli stranieri. Ed infine gli sbarchi  di profughi provenienti da zone a rischio sanitario e terroristico creano una situazione di potenziale rischio  di cui i cittadini italiani sono fortemente allarmati.

Questo complesso di circostanze ha creato comprensibilmente una  insofferenza diffusa nei confronti della attuale politica di accoglienza, e sempre più forte si leva dal Paese una richiesta di cambiamento.

E’ indubbio che è necessario pensare a sostanziali cambiamenti che  vadano a modificare i vari aspetti della politica dell’accoglienza.

INGRESSI

Gli ingressi in Italia di soggetti extracomunitari dovrebbero essere fortemente limitati fino a che la situazione economica del Paese non mostri segnali di stabile ripresa.

LAVORI SOCIALMENTE UTILI

Coloro che ricevono sovvenzioni pubbliche, in denaro o in servizi o beni, dovrebbero rendersi disponibili, in proporzione alle sovvenzioni godute, a svolgere lavori di interesse pubblico, nel rispetto delle loro conoscenze e capacità. Cosa già parzialmente avviata dal Comune di San Miniato.

PENSIONE SOCIALE

Secondo le normative vigenti la pensione di 550 euro per 13 mensilità viene riconosciuta agli extracomunitari con più di 65 anni di età  che si ricongiungono con familiari residenti in Italia, senza che sia ad essi richiesto né un limite minimo di residenza in Italia né alcun versamento contribuivo. La norma che prevede tale assurda possibilità che è una offesa per i cittadini italiani,  dovrà essere abrogata e mai più ripristinata.

ASSEGNAZIONE DI ALLOGGI SOCIALI

In occasione di assegnazione per titoli da parte di enti pubblici di abitazioni a canone agevolato o nullo,  i soggetti richiedenti il beneficio abitativo non cittadini italiani concorreranno a formare le graduatorie degli aventi diritto, ma ai titoli posseduti sarà assegnato un peso proporzionato agli anni di permanenza sul territorio italiano.

Semplici modifiche ma necessarie perché gli italiani cessino di sentirsi e di essere trattati come cittadini di serie B.

 

 

Roberto Ferraro, responsabile NCD San Miniato

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